Ieri sera la mamma ha cucinato il pollo arrosto. A me piace il pollo arrosto e lo mangio seduto a tavola, tra la mamma e il papà.Quando c'è il pollo arrosto, a casa mia si fa sempre festa e io sono contento. Ieri sera, ero così contento che ho deciso di raccontare alla mamma e al papà della bella figura che ho fatto a scuola, con la maestra e i miei compagni.
La maestra ci ha raccontato che, secondo una scienza che si chiama genetica, certi piselli verdi e gialli, lisci e rugosi fanno delle cose che non ho capito bene e che una mamma e un papà dagli occhi azzurri non possono avere dei bambini dagli occhi marroni. Allora io l'ho interrotta e le ho detto che non era vero, perchè io ho gli occhi marroni, mentre la mia mamma e il mio papà hanno gli occhi blu. La maestra ha detto che si era sbagliata e che avevo ragione io, perché esistono alcuni rari casi in cui questo succede, quindi non è vero che è proprio impossibile. Era molto arrossita e anche un po' imbarazzata. Anche i miei compagni mi hanno detto che sono bravissimo e che ne so più della maestra.
Quando l'ho raccontato a casa, davanti alla mamma, al papà e al pollo, la mamma era così contenta che le è caduto il piatto con il pollo per terra, si è seduta al tavolo e non ha più detto una parola per tutta la sera, perchè era diventata molto più rossa della maestra e quasi piangeva dalla felicità.
Anch'io ero tanto contento e ho riso finché non ho finito tutto il mio pollo. A quel punto il papà ha detto alla mamma che mi avrebbe portato a letto. Mi ha preso in braccio (non lo faceva più da quando avevo cinque anni!), mi ha stretto tanto, tanto forte e ha detto alla mamma: - Non preoccuparti, l'ho sempre saputo. Ai miei tempi, però, la genetica si spiegava al liceo - ha detto dandomi un buffetto su una guancia e sorridendo alla mamma - quando si è un po' più grandicelli.
E mi ha portato su per le scale. Mentre salivamo su, mi sembrava che la mamma piangesse (secondo me perché le era caduto il pollo, aveva rotto un piatto e aveva fame), ed il papà ha fatto una sosta sul pianerottolo, per dirle: - Ti prego, non portarmelo via - ché infatti secondo me aveva paura che la mamma gli rubasse il pollo dal piatto, perché lui non l'aveva ancora neanche toccato.
Però mi stringeva troppo forte e mi ha fatto male ad una spalla. E ha cominciato a raccontarmi che questa cosa della genetica è famosa e la sanno tutti: i suoi colleghi dell'ufficio, la gente che si incontra quando si passeggia al parco, don Salvatore della nostra parrocchia, eccetera eccetera. Ma poi mi ha chiesto scusa, ha detto che scherzava e che ero stato bravo a scuola, e mi ha fatto una carezza.
Il papà mi ha messo a letto, si è seduto sulla poltrona della mia cameretta e ha messo il DVD con i cartoni Disney che Gesù Bambino mi ha portato per Natale, ma io avevo sonno e così mi sono addormentato subito. Questa mattina è successa una cosa strana, perchè il papà stava ancora dormendo vestito sulla poltrona della mia cameretta e non l'aveva mai fatto prima.
Non mi è piaciuto che non sia andato a dormire nel suo letto, ma io sono un bambino grande e non ho bisogno di lui per prepararmi. Mi sono lavato, mi sono vestito e sono sceso per fare colazione e per dire alla mamma che mi faceva male la spalla.
Al piano di sotto è successa una cosa ancora più strana, perché la mamma stava dormendo in cucina, sulla sedia dove l'avevo lasciata la sera prima. Il tavolo era ancora apparecchiato e la mamma era stata molto brava, perché il pollo del papà era ancora nel suo piatto e lei non l'aveva proprio toccato.
Ma io sono un bambino grande e non ho bisogno di lei per prepararmi: ho fatto colazione e stavo per uscire per prendere lo scuolabus. Però non mi è piaciuto che neanche la mamma fosse andata a dormire al piano di sopra, così l'ho svegliata e le ho chiesto: - Non sarebbe giusto che una signora dormisse sempre con suo marito e nel suo letto, invece di fare come hai fatto tu?
Si è messa a piangere di nuovo. Ma che le avrò detto mai?
3 commenti:
ogni tanto i bambini sono di una semplicitá e di una innocenza atroce!
spietato. grottesco.
Scusa, bambino, anch'io ho gli occhi diversi da quelli di mio papà e mia mamma, e anche la mia maestra della scuola Parificata Villa-Fiorita- sulla-Collina ci ha spiegato le stesse cose della tua. Però, quando gliel'ho detto ai miei genitori, loro hanno fatto una risata e mi hanno detto che ho gli occhi dello stesso colore della nonna del papà.
Devo dirti che i miei genitori sono molto allegri e carini. Guardano sempre alla TV i telegiornali di Rete 4 e tutte quelle trasmissioni dove le famiglie si incontrano, e si abbracciano e piangono tanto, oppure litigano e si dicono le parolacce.
D'estate e d'inverno, andiamo tutti in vacanza con tanti amici in posti bellissimi , tipo Costa Smeralda, Costa del Sol e Cortina, dove si incontra tanta gente famosa. Lo scorso febbraio, mio papà e mia mamma sono andati nella grande città di RIo, che sta in Brasile, a vedere la sfilata dei carri con le ballerine che ballano tutte svestite perché fa caldo da quelle parti. Ai miei genitori piace molto viaggiare, e forse l'anno prossimo andiamo tutti insieme in Kenia, a trovare un amico del papà che ha una casa molto grande, ma non siamo ancora sicuri perché dicono che nell'Africa ci sono molti disordini e quando un posto è disordinato è meglio non andarci.
Io comunque mi diverto molto e non mi annoio mai, perché nella mia scuola ci sono tanti bambini che hanno dei genitori carini e allegri come i miei, che si preoccupano molto di farci fare tante cose tutti i giorni, come per esempio i corsi di karate, di scherma e di golf, e anche di lingue straniere.
Max, il mio migliore amico, ha anche cominciato a frequentare il maneggio , e ci vorrei andare anch'io.
Papà e mamma hanno detto che è un'ottima idea perché fa bene conoscere l'ambiente andando un po' a cavallo su e giù per la collina.
Sono proprio contento.
M.
... Ecco perche'...
Mio padre era un vecchio conservatore Almirantiano, mia madre e' una democristina incallita. Ricordo che litigarono la prima volta che trovarono "il manifesto" nascosto tra le pagine di "le ore".
Posta un commento