mercoledì 10 settembre 2008

Sillogismi

La geniale espressione romana "E 'sti cazzi?!" che la regola dell'arte vuole si pronunci a metà tra l'esclamativo e l'interrogativo, esattamente come "E con ciò?!" oppure "E chi se ne frega?!" (espressioni di cui condivide il significato), è stata adottata, negli ultimi anni, un po' in tutta Italia; purtroppo mutandone la pronuncia nell'orribile esclamativo puro "Sticazzi!" e viene erroneissimamente utilizzata per esprimere stupore, in sostituzione, per esempio, di "Perbacco!".

È una cosa che non riesco proprio a tollerare. Per esempio: incontrate un romano e quello vi racconta che:
"Ho lasciato lo scooter un attimo per comprare le sigarette e quando sono tornato non c'era più. Un minuto soltanto e già me l'avevano rubato". Voi replicate con un: "Sticazzi!" convinti di aver espresso solidarietà (volevate dire "Oh, che disgrazia!") e invece, nella sua corretta interpretazione di romano, lui capisce che gli avete piantato sul muso un bel "Non mi frega un accidente di te, né del tuo fottuto motorino". Vi volterà le spalle e se ne andrà, magari dopo avervi assestato un bel cazzottone sul grugno e voi non capirete mai il perché. Avreste dovuto usare l'apposito: "Me cojoni?!" che è traduzione letterale del retorico: "Stai scherzando, vero?", ma che viene interpretato talvolta anch'esso come espressione di stupore. Spesso è l'incomunicabilità, a creare incomprensioni tra i popoli.

Degna di nota è anche l'elevata diffusione al Nord dell'esclamazione
"Minchia!", di origine ovviamente siciliana e che ho rilevato con enorme sorpresa essere utilizzata moltissimo sia a Torino che a Milano. Credo che sia diffusa per la forte immigrazione e, soprattutto, per la sua diabolica efficacia nel radicarsi nel bagaglio vocabolare delle persone.

Dopo le mie prime settimane al Nord, mio malgrado, anch'io ho sostituito tutte le mie esclamazioni con questa qui, con il risultato che, quando nel weekend rientravo in Toscana (dove
"Minchia!" non è assolutamente diffuso), amici e familiari hanno iniziato a manifestarmi il proprio disappunto. Effettivamente "Minchia!", quando non siete abituati, suona davvero molto volgare. Dapprincipio tentavo di giustificarmi ("Ecco, è che, siccome lavoro a Milano...") riuscendo a peggiorare ulteriormente la mia posizione, perchè, in Toscana, non è facile credere che i milanesi includano "Minchia!" tra le loro esclamazioni preferite. Più di recente, con un po' di forza di volontà, sono riuscito ad escludere detta esclamazione dal mio vocabolario.

Sfortunatamente, mia moglie, solo per aver tenuto qualche conversazione con me nel fine settimana, ne è uscita inevitabilmente contagiata, e ho motivo di ritenere che sia adesso l'unica signora toscana che infarcisca frequentemente con un vigoroso
"Minchia!" i suoi discorsi, verosimilmente facendo rizzare i capelli agli interlocutori.

Infine rimasi sorpreso dall'abuso del turpiloquio che si fa a Milano in ogni sede e livello. Ho sentito usare correntemente parolacce in riunioni aziendali, riunioni tra clienti e fornitori (anche piuttosto formali) e persino nei colloqui di lavoro, cosa che in Toscana non mi era mai capitata. E, soprattutto, ho fatto conoscenza con il micidiale
Sillogismo Milanese Ristretto, che modifica il più noto Sillogismo Categorico così:

Premessa Maggiore + "Figa!" + Premessa Minore + "Cazzo!" + Conclusione

Per esempio:
"Tutti gli uomini sono mortali. Figa! ma Socrate è un uomo. Cazzo! allora Socrate è mortale".

Quasi tutti i discorsi dei milanesi sono strutturati però secondo il
Sillogismo Milanese Generalizzato, che estende impropriamente quello Ristretto perché la conclusione non è per forza rigidamente derivata dalle premesse tramite le consuete regole di inferenza, ma, al contrario, può limitarsi a contribuire al discorso con informazioni del tutto nuove e sorprendenti. Si definisce come:

Prima Affermazione + "Figa!" + Seconda Affermazione + "Cazzo!" + Terza Affermazione

Per esempio:
"Ieri ho fatto il tagliando all'automobile. Figa! mi hanno obbligato a comprare dei nuovi pneumatici. Cazzo! un treno di gomme seicento euro."

E questo, in conclusione, evidenzia come i milanesi abbiano necessariamente maturato, probabilmente per selezione naturale, il raro talento di esaurire ogni argomentazione in tre frasi e due esclamazioni e di come, in tali argomentazioni, le conclusioni siano solitamente indipendenti dalle premesse.

7 commenti:

bertinik ha detto...

sei pronto: passa su splinder e scrivi un libro. anche senza volerlo. ti prego.

bertinik ha detto...

comunque l'equivoco dello "sticazzi" l'ho provato dal vivo, perché a Torino lo si usa spesso come interiezione insieme al "minchia" (appunto) e nelle mie prime settimane romane (settimane, non vacanze!) ho suscitato parecchie ... perplessitá commentando fatti eclatanti in modo assolutamente inappropriato!

Andrea Colombo ha detto...

simply BRILLIANT!

e te lo dice un milanese (seppure soltanto d'orignie...)

Anonimo ha detto...

A prescindere, sei un genio, e mi associo al buon bertinik...

è vero, certe espressioni acquisite in un luogo hanno un ben diverso effetto in un luogo altro rispetto al precedente: esempio

Io (Marcello, cioè me in tutta la mia terronità atavica) per strada a Napoli. Disinvolto centauro mi sfiora di ben 5 angstrom, mentre io, con fare nordico, osavo attraversare via Marina usando strisce pedonali trovate casualmente lì per terra (certe tradizioni, imparate qui da voi in Padania, sono difficili da dimenticare).

Mi mostro contariato: "Piciu!!!" urlo (certe tradizioni, imparate qui da voi in Padania, sono difficili da dimenticare).

Rumore di freni ("freeeeeeen'!). Centauro volta la testa (non sormontata da nessun casco, ma questi sono dettagli imposti dal nostro folklore locale) e domanda: "Uaiùcairitt?!" (Guaglione, che aj' ditt'?!, trad: Che cosa hai detto, nèee?)
Ed io: "Piciu.... cioè Strunz'!"
E lui "Aaaaaah!" mi saluta e se ne va...
Poi un giorno un mio amico di Roma- Christian, di Tor Bella Monaca- si innamorò della parola "Sfaccimm'" di cui noi amiamo sfruttare la flessibilità semantica (http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080801063736AAlupsT), salvo poi essere trovato ubriaco ad argomentare in pseudo-napoletano usandola in maniera innaturalmente frequente con la nonna 80enne di una mia amica, ex-professoressa di Italiano al Sannazzaro (la nonna, non la mia amica)...
...ma questa è un'altra storia.

Marcello (Tratto dal libro di Joseph, "L'educazione linguistica del centauro disinvolto")

P.S: ma 'stu cazz' 'e "verifica parola" (quytbwjo!?!?!?) è proprio necessario?

Anonimo ha detto...

Molto interessante e divertente!
Non sapevo dei diversi significati del termine 'sticazzi' (del resto non fa parte del mio vocabolario). Personalmente interpretavo 'sticazzi' come 'accipicchia' quindi con un semplice significato esclamativo...

Josef Pohm ha detto...

Grazie a tutti per i complimenti. Comunque, lo sfottò ai milanesi è gratuito ma assolutamente affettuoso. Sono stato lì un anno e mezzo e mi ci sono trovato benissimo.

Anonimo ha detto...

Sei un pò strano, apartieni a questo pianeta a questi tempi????
Una cosa pero sono sicura devi non solo scrivere di più ma anche lasciarti andare di più.