<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594</id><updated>2011-10-12T11:51:52.455+02:00</updated><title type='text'>Below Normal</title><subtitle type='html'>Thoughts running in the background</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>29</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-3590699999039533224</id><published>2011-10-12T11:37:00.004+02:00</published><updated>2011-10-12T11:39:52.981+02:00</updated><title type='text'>La Dama dei Castelli</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-aYh2SnPxrgE/TpVf8JXG9gI/AAAAAAAAALM/IFnAKrh-2kY/s1600/castelli%2Bromani.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-aYh2SnPxrgE/TpVf8JXG9gI/AAAAAAAAALM/IFnAKrh-2kY/s400/castelli%2Bromani.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662537593397900802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La Bionda aveva vent'anni ed era in cerca di un fidanzato. Aveva un solo spasimante, che lei diceva aver respinto più volte, e che a me pareva un buon diavolo, con tutti i numeri in regola per assumere la posizione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Era la più anziana della sua cerchia di amiche e anche l'unica che si proclamasse vergine, suscitando invero qualche dubbio e, in sua assenza, pettegolezzi e lunghissime discussioni. Diceva anche di aver passato il punto massimo di sopportazione, quindi, ci teneva a sottolineare, che gli aspiranti si facessero avanti presto o accettassero il rischio di portare a casa un prodotto, se vogliamo, degradato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Eravamo diventati amici simbiotici. Lei mi faceva da cicerone nelle mie quotidiane escursioni per i Castelli Romani, con la speranza che, sapendola regolarmente a passeggio accompagnata da un giovanotto, i possibili corteggiatori si allarmassero e si decidessero a rompere gli indugi. In cambio io le insegnavo un po' di matematica per un concorso, cose semplici che però lei non era quasi mai in grado di comprendere, soprattutto perché si distraeva di frequente ponendomi una quantità esasperante di domande sulla pratica del sesso, che, come detto, stava rapidamente soppiantando la ricerca del fidanzato tra le sue priorità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ogni tanto incontravamo i suoi amici, ai quali raccontava, entusiasta, di come io fossi il più grande esperto di 'Matematica &amp;amp; Sesso' esistente sul pianeta, così creando un supplemento di ilarità, illazioni e anche un po' di serpeggiante interesse nei riguardi di quel venticinquenne appena arrivato ma comunque destinato a breve ad andarsene per sempre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Un sabato sera in un pub di Genzano, si era riunito il gruppo al completo e si respirava un'aria un po' frizzantina. Mi pareva che nella compagnia andassero via via isolandosi delle coppiettine che tendevano ad indulgere al corteggiamento e che per qualcuno la serata si facesse promettente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Alla mia sinistra sedeva una simpatica Rossa diciottenne che, fin dall'inizio, avevo identificato come di gran lunga la più appetibile del gruppo. Per una serie di motivi che ometterò per decenza, la ragazza iniziò a farmi delle avance piuttosto esplicite (le quali anche ometterò per decenza), che mi diedero l'inequivocabile sensazione che la serata ormai si stesse mettendo benissimo anche per me.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;All'una l'assemblea fu sciolta e, tutti coloro che si erano accoppiati se ne andarono per proprio conto, senza tenere in alcun riguardo la discrezione. Per quanto riguarda me invece, la Rossa, novella Cenerentola, mi spiegò che purtroppo doveva immediatamente correre a casa, giustificandosi con la necessità di rientrare prima di mezzanotte per evitare di essere punita. Ovviamente la cosa mi lasciò con un palmo, per così dire, di naso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A seguire, mi si avvicinò la Bionda che mi chiese se avessi voglia di fare ancora un giro prima di tornare a casa e, sovrappensiero, le risposi di sì. Con mia sorpresa, mi fece fare un lungo tour per la campagna che terminò, nel bel mezzo del nulla, davanti ad un cancello che serrava l'ingresso di una fattoria abbandonata. Come sempre, si iniziò a parlare del più e del meno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Passato qualche minuto, se ne uscì con un: "Meno male che sei così serio, Iosè, perchè io stasera 'na pomiciata m'a sarebbe puro fatta...", che mi mise un po' in imbarazzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Da un lato avevo da risolvere il problema del palmo... di naso, che, com'è notorio, spinge a fare cose che sovente, a bocce ferme, poi si fa fatica a confessare. Dall'altro però, la ragazza ormai era una buona amica, poi c'era la presunzione di verginità, e infine c'era pure il pretendente, poverino, che ogni volta che mi incrociava abbassava gli occhi e non mi pareva meritevole dargli un dolore. Vedendomi ancora esitante, la Bionda tentò di rassicurarmi, puntualizzando che comunque non pianificava assolutamente di incastrarmi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;"Che poi, io e te, Iosè, nun se potemo propio fidanza'..."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;"Nun potemo?".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;"No".   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;"Ah, ecco".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;"Perché, sinnò, staressimo sempre a scopa'".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Eh, già: 'staressimo'. Era il 1996, ma ricordo come fosse ieri. Quello 'staressimo' mi salì su per il nervo acustico, si allargò per tutto il cervello e da lì si propagò all'intero sistema nervoso periferico sotto forma di un brivido gelido che prese possesso completo della mia volontà e mi spinse, all'istante e quasi in stato di trance, ad avviare il motore e riaccompagnare immediatamente la stupefatta ragazza a casa guidando come un automa, dopo aver appena biascicato un: "No. Nun potemo propio".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quello che imparai è che talvolta non può esistere alcuna pratica, laddove non ci sia sufficiente grammatica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Purtuttavia sono in debito dell'epilogo. Qualche giorno dopo, la Bionda mi confessò di essersi risolta ad accettare la corte del suo pretendente storico, ma di temere che questi non si sarebbe più fatto vivo, adesso che tutti spergiuravano che avessimo trascorso la notte insieme. Così andai a parlargli; mi parve sinceramente credermi ed essermi addirittura riconoscente. Si fidanzarono da lì a poco e ci tenne a farmelo sapere. Allo stesso modo, tentai anche di andare a riprendere il discorso interrotto con la Rossa, che, al contrario, trovai davvero infuriata e niente affatto disposta ad ascoltare quanto avessi da dire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-3590699999039533224?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/3590699999039533224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=3590699999039533224&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/3590699999039533224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/3590699999039533224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2011/10/la-dama-dei-castelli.html' title='La Dama dei Castelli'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-aYh2SnPxrgE/TpVf8JXG9gI/AAAAAAAAALM/IFnAKrh-2kY/s72-c/castelli%2Bromani.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-8754547216916789219</id><published>2009-07-25T23:54:00.002+02:00</published><updated>2009-07-25T23:59:16.954+02:00</updated><title type='text'>La Madre di Tutte le Ortensie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/Smt_des1ivI/AAAAAAAAAKo/G8-FfvsHlVA/s1600-h/Ortensia_2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 180px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/Smt_des1ivI/AAAAAAAAAKo/G8-FfvsHlVA/s400/Ortensia_2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5362519925748763378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; Vicino alla Piazza dei Miracoli c'è un piccolo alloggio un po' sfortunato, a cui nessuno ha mai voluto bene. Posizione troppo appetibile per affittarlo, metratura troppo scarsa per pensare di stabilircisi con una famiglia. In diversi ne hanno fatto un investimento e poi l'hanno abbandonato a se stesso lasciandolo vuoto fino all'arrivo di un acquirente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nessuno ci ha mai vissuto, credo. Almeno negli ultimi trent'anni, credo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Poi, nel novantasette, sono arrivato io, nuovo proprietario. Ho voluto portone e finestre blindate e una cassaforte. Ho tolto l'addolcitore e ho installato delle zanzariere. Ho buttato giù una porta e unito due stanze.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ho creato un bel giardinetto, con rose rampicanti e un'ortensia bellissima, la madre di tutte le ortensie. Ho tolto i neon e installato delle vere luci, ho appeso dei quadri alle pareti. Ho installato l'antenna della TV, ho portato il telefono. Un pilozzo per lavare i panni e i fili per stendere il bucato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ho ingaggiato una padrona di casa in carne e ossa: una signorina di ventidue anni che ne ha fatto il suo piccolo regno personale; che l'ha arredata e lucidata fino a consumarsi i gomiti e che ha voluto le tende arancioni e la finestra del bagno lilla; che compra delle polo arancioni e delle t-shirt lilla anche per me e che ha lastricato parte del pavimento con decine di conchiglie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ci ho portato un ventotto pollici. Due stereo, quattro casse (tra le quali due bestioni autocostruiti da un metro l'uno). Due computer, uno dei quali raffreddato a acqua quando ancora non era di moda e si usavano i radiatori delle motociclette. videoregistratore su HD, una playstation usata quasi mai. Una stazioncina meteo Oregon Scientific. Tanti tanti libri, e Heavy Metal a strafottere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ci ho portato soprattutto la vita, o forse è la vita che mi ha portato lì. Ci hanno portato il loro affetto tantissimi amici; quelli che suonavano forte il campanello giallo con i cognomi scritti in blu... un po' sbiaditi, mannaggia alle stampanti a getto. Cene, pranzi, feste, lo studio, il lavoro, l'amore, i litigi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Me ne sono andato un milione di volte. Me ne sono andato sempre: se non stavo arrivando, allora stavo partendo. Per Torino, per la Germania, per l'Olanda, per milioni di altri posti e sono sempre tornato. Tutte le settimane, quando potevo. Per otto anni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Due settimane fa ho iniziato a svuotare la cucina e poi ho portato via tavoli e sedie. Pure i divani dell'Ikea, che, se si alzano i teli etnici, lo vedono tutti, che sono rossi. Via i letti, le cassapanche e tutto il caos organizzato che stava sotto il letto. Via le mensole, via tutto. Via quella specie di ruota di scorta che doveva essere una poltrona. Via, via, via.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ci ho portato dei signori, ieri sera. Era vuota come dodici anni fa. Era vecchia, come dodici anni fa. Era triste, come dodici anni fa. Però più stanca. Come sa essere stanco chi assaggia la felicità e poi la riperde.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Questa è la chiave di... quest'altra è la chiave di... la caldaia funziona così... quel genere di cose. Questo è il trucco per serrare la finestra, quest'interruttore non funziona, questa maniglia non è troppo salda... fin quando mi è parso di sentire distintamente la casa chiedermi se stessi facendo sul serio, con la dignità delle amanti tradite che non ti direbbero mai, ma che alla fine ti dicono sempre.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L'ho lasciata sola e nessuno le vorrà più bene per un bel po'. Me ne sono andato restando sull'uscio per un tempo senza fine; guardando dentro, mentre i nuovi proprietari si acclimatavano viaggiando da una stanza all'altra. Sapevo per certo che il letto non c'era più, ma non riuscivo ugualmente a staccare gli occhi da quella signorina ventiduenne che mi sorrideva, posando sulle coperte blu oppure saltando sul materasso, e che (senza dubbio alcuno) sarebbe rimasta in quella stanza e nel novantasette.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-8754547216916789219?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/8754547216916789219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=8754547216916789219&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/8754547216916789219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/8754547216916789219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2009/07/la-madre-di-tutte-le-ortensie.html' title='La Madre di Tutte le Ortensie'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/Smt_des1ivI/AAAAAAAAAKo/G8-FfvsHlVA/s72-c/Ortensia_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-2083918343100421362</id><published>2008-10-30T15:16:00.004+01:00</published><updated>2008-10-30T15:24:57.408+01:00</updated><title type='text'>Maria</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SQnB8DN3mBI/AAAAAAAAAKY/yp9pNJvdjoc/s1600-h/RiMa.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SQnB8DN3mBI/AAAAAAAAAKY/yp9pNJvdjoc/s400/RiMa.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262950876958922770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ieri, ad &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Atrani"&gt;Atrani&lt;/a&gt;, abbiamo dato l'estremo saluto a Maria. Alcuni tra coloro che passano di qui sanno benissimo chi fosse. Per gli altri, era una collega particolarmente cara sia a me che a &lt;a href="http://bertinik.blogspot.com/2008/10/theskyiscrying_26.html#links"&gt;Bertinik&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://pottypigeon.blogspot.com/2008/10/oggi-e-un-giorno-terribile.html#links"&gt;Andrea&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://atl4ntide.blogspot.com/2008/10/maria.html#links"&gt;Luca&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://flyingmekk.blogspot.com/2008/10/ciao.html"&gt;Grub&lt;/a&gt; e tutto il nostro gruppo di lavoro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Recentemente Maria mi aveva dato in prestito un paio di libri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il primo è il suo libro preferito in assoluto "Il Maestro e Margherita" di Michail Bulgakov, un rivoluzionario racconto (si svolge su due diversi livelli narrativi e vari piani spazio temporali), dalla genesi travagliata, dapprima bruciato, poi censurato, ma che alla fine è riuscito a venire alla luce in una versione decorosa nonostante Bulgakov morisse prima di riuscirgli a dare una veste definitiva. Forse il capolavoro della letteratura russa del novecento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L'altro è il recente "La Solitudine dei Numeri Primi" di Paolo Giordano, giovane fisico torinese. Il libro è un'opera prima di grande successo, pluripremiata. L'autore ha la prosa scarna ed una certa difficoltà nel tratteggio dei personaggi tipica di chi ha una formazione scientifica. Il romanzo narra le vicende di una serie di personaggi piuttosto squallidi. Anche questa è una storia d'amore che vede protagonisti un ragazzotto (geniale ma imbranato, mezzo autistico e tendente all'autolesionismo) e una ragazza (stronzetta e anoressica) che, per tutto il corso della storia divengono più e più antipatici (nel senso più squisitamente letterale del termine). Intorno a questi due, si muovono altri personaggi fortemente stereotipati (l'amico gay; l'amica di buona famiglia bulletta dei poveri; una nutrita corte di adulanti puttanelle quindicenni), che concorrono comunque a creare una storia alla fine molto poco realistica ma tutto sommato godibile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I due continuano a cercarsi e non prendersi (come il titolo del romanzo suggerisce) e l'effetto telenovela è inevitabile. Comunque la costruzione dell'opera è attenta e minuziosa e una certa coerenza interna è innegabile, a prescindere da qualche sbavatura, propria delle opere prime. Autore esordiente ma promettente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Entrambi i libri hanno suscitato in Maria emozioni molto forti, specialmente il primo. Se la cosa vi fa piacere, leggételi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-2083918343100421362?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/2083918343100421362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=2083918343100421362&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2083918343100421362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2083918343100421362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/10/maria.html' title='Maria'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SQnB8DN3mBI/AAAAAAAAAKY/yp9pNJvdjoc/s72-c/RiMa.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-5918089023503659086</id><published>2008-09-10T11:20:00.006+02:00</published><updated>2008-09-10T11:34:50.023+02:00</updated><title type='text'>Sillogismi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SMeRxwMkBFI/AAAAAAAAAKA/F7dgXZ1-5VI/s1600-h/stcz.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SMeRxwMkBFI/AAAAAAAAAKA/F7dgXZ1-5VI/s400/stcz.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244320575033443410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;La geniale espressione romana &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"E 'sti cazzi?!"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; che la regola dell'arte vuole si pronunci a metà tra l'esclamativo e l'interrogativo, esattamente come &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"E con ciò?!"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; oppure &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"E chi se ne frega?!" &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;(espressioni di cui condivide il significato), è stata adottata, negli ultimi anni, un po' in tutta Italia; purtroppo mutandone la pronuncia nell'orribile esclamativo puro &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Sticazzi!"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; e viene erroneissimamente utilizzata per esprimere stupore, in sostituzione, per esempio, di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Perbacco!"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È una cosa che non riesco proprio a tollerare. Per esempio: incontrate un romano e quello vi racconta che: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Ho lasciato lo scooter un attimo per comprare le sigarette e quando sono tornato non c'era più. Un minuto soltanto e già me l'avevano rubato"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;. Voi replicate con un: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Sticazzi!"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; convinti di aver espresso solidarietà (volevate dire &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Oh, che disgrazia!"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;) e invece, nella sua corretta interpretazione di romano, lui capisce che gli avete piantato sul muso un bel &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Non mi frega un accidente di te, né del tuo fottuto motorino"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;. Vi volterà le spalle e se ne andrà, magari dopo avervi assestato un bel cazzottone sul grugno e voi non capirete mai il perché. Avreste dovuto usare l'apposito: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Me cojoni?!"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; che è traduzione letterale del retorico: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Stai scherzando, vero?"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;, ma che viene interpretato talvolta anch'esso come espressione di stupore. Spesso è l'incomunicabilità, a creare incomprensioni tra i popoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Degna di nota è anche l'elevata diffusione al Nord dell'esclamazione &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Minchia!"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;, di origine ovviamente siciliana e che ho rilevato con enorme sorpresa essere utilizzata moltissimo sia a Torino che a Milano. Credo che sia diffusa per la forte immigrazione e, soprattutto, per la sua diabolica efficacia nel radicarsi nel bagaglio vocabolare delle persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo le mie prime settimane al Nord, mio malgrado, anch'io ho sostituito tutte le mie esclamazioni con questa qui, con il risultato che, quando nel weekend rientravo in Toscana (dove &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Minchia!"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; non è assolutamente diffuso), amici e familiari hanno iniziato a manifestarmi il proprio disappunto. Effettivamente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Minchia!"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;, quando non siete abituati, suona davvero molto volgare. Dapprincipio tentavo di giustificarmi (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Ecco, è che, siccome lavoro a Milano..."&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;) riuscendo a peggiorare ulteriormente la mia posizione, perchè, in Toscana, non è facile credere che i milanesi includano &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Minchia!"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; tra le loro esclamazioni preferite. Più di recente, con un po' di forza di volontà, sono riuscito ad escludere detta esclamazione dal mio vocabolario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfortunatamente, mia moglie, solo per aver tenuto qualche conversazione con me nel fine settimana, ne è uscita inevitabilmente contagiata, e ho motivo di ritenere che sia adesso l'unica signora toscana che infarcisca frequentemente con un vigoroso &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Minchia!"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; i suoi discorsi, verosimilmente facendo rizzare i capelli agli interlocutori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine rimasi sorpreso dall'abuso del turpiloquio che si fa a Milano in ogni sede e livello. Ho sentito usare correntemente parolacce in riunioni aziendali, riunioni tra clienti e fornitori (anche piuttosto formali) e persino nei colloqui di lavoro, cosa che in Toscana non mi era mai capitata. E, soprattutto, ho fatto conoscenza con il micidiale &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Sillogismo Milanese Ristretto&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;, che modifica il più noto &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sillogismo"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sillogismo Categorico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Premessa Maggiore + "Figa!" + Premessa Minore + "Cazzo!" + Conclusione&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; "Tutti gli uomini sono mortali. Figa! ma Socrate è un uomo. Cazzo! allora Socrate è mortale"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi tutti i discorsi dei milanesi sono strutturati però secondo il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Sillogismo Milanese Generalizzato&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;, che estende impropriamente quello &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Ristretto&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; perché la conclusione non è per forza rigidamente derivata dalle premesse tramite le consuete &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regole_di_inferenza"&gt;regole di inferenza&lt;/a&gt;, ma, al contrario, può limitarsi a contribuire al discorso con informazioni del tutto nuove e sorprendenti. Si definisce come:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Prima Affermazione + "Figa!" + Seconda Affermazione + "Cazzo!" + Terza Affermazione&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;"Ieri ho fatto il tagliando all'automobile. Figa! mi hanno obbligato a comprare dei nuovi pneumatici. Cazzo! un treno di gomme seicento euro."&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questo, in conclusione, evidenzia come i milanesi abbiano necessariamente maturato, probabilmente per selezione naturale, il raro talento di esaurire ogni argomentazione in tre frasi e due esclamazioni e di come, in tali argomentazioni, le conclusioni siano solitamente indipendenti dalle premesse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-5918089023503659086?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/5918089023503659086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=5918089023503659086&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/5918089023503659086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/5918089023503659086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/09/sillogismi.html' title='Sillogismi'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SMeRxwMkBFI/AAAAAAAAAKA/F7dgXZ1-5VI/s72-c/stcz.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-2780086621232439923</id><published>2008-09-07T17:49:00.009+02:00</published><updated>2008-09-10T11:40:35.049+02:00</updated><title type='text'>La Busutta</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SMP5dZwLzQI/AAAAAAAAAGY/vGJKTDkpBXA/s1600-h/Bstt.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SMP5dZwLzQI/AAAAAAAAAGY/vGJKTDkpBXA/s400/Bstt.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243308674713898242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Dietro la casa dei miei genitori, situata a meno di due chilometri dalla città, e a cinque chilometri esatti dal centro cittadino c'era, fino a qualche anno fa, una meravigliosa campagna (e anche l'argine del fiume, sicuro), oggi solo un po' erosa dalla continua costruzione di villette e dalla trasformazione del paesello in quella che da alcuni immobiliaristi ho sentito chiamare la Beverly Hills pisana. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Più passa il tempo, più i ruspanti paesani vengono sostituiti da medio o alto borghesi provenienti da ogni angolo d'Italia, di quelli dal reddito tale da potersi permettere sistemazioni da un minimo di mezzo milione di euro in su.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;L'appartamento dei miei, ritagliato da un secolare piccolo convento, trent'anni fa completamente fatiscente, si interfaccia con tale campagna per mezzo di una bella terrazza, felice intuizione di mio padre al momento della progettazione dei restauri. La terrazza, durante la notte, è terreno di conquista per tutti i gatti del vicinato e, qualche volta, è stato punto di approdo per cuccioli abbandonati alla ricerca di un punto di riferimento.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;In configurazione massima, ci siamo trovati a permettere l'approdo a cinque gatti, tre di famiglia e uno/due ospiti. Per evitare la creazione di una vera e propria colonia, ognuno dei familiari si è impegnato, per anni a spaventare e mettere in fuga tutti quelli che mostravano di volersi stabilire, cosa che ci ha sempre richiesto un certo impegno.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Nel febbraio del 1993 una splendida gattina bianca, poco più che una cucciola ma già tanto grossa quanto il nostro maestoso gatto ammiraglio Apollo, si presentò sul nostro terrazzo dandoci molto filo da torcere. Diversamente da tutti gli altri randagi, che tentavano di stabilirsi sul terrazzo, dandosela precipitosamente a gambe alla vista di un bipede, questa micetta continuava a miagolare con insistenza finché non riusciva a richiamare l'attenzione di qualcuno.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Quando ci si presentava fuori per metterla in fuga, la gatta si produceva in tutta una serie di feste e moine del tutto al di fuori del convenzionale, strusciandosi alle gambe dell'umano e girandogli intorno, di fatto impedendogli i movimenti e miagolando con tanta insistenza che il miagolio successivo dava la netta sensazione di iniziare prima ancora che finisse il precedente.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Fui personalmente tanto conquistato che ne caldeggiai l'ingresso ufficiale in famiglia. Delle decine di gatti passati da lì non avevo mai visto un carattere così particolare, nè un'indole tanto affettuosa e giocherellona. I miei genitori erano di parere opposto, ma non riuscivano a metterla in fuga.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Un giorno forzai il blocco e le permisi di entrare in casa, cosa che la gatta tentava continuamente di fare nonostante le opposizioni di buona parte della famiglia. Nel giro di poche ore, si ambientò benissimo e mostrò di essere in grado di starsene accoccolata sulle mie gambe per l'intera durata di una partita di calcio.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;La cosa non piacque ai miei genitori, che, la mattina successiva la infilarono in auto e la portarono lontano, associandola ad una storica e pacifica colonia di gatti di nostra conoscenza. La sera stessa si erano già pentiti e ripartirono per andarla a recuperare, senza trovarla.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Iniziò, in casa mia, un periodo paradossale ed un po' grottesco, dove tutti rientravano dai propri impegni ed uscivano furtivamente e misteriosamente di casa senza dire dove fossero diretti e perchè, limitandosi a dire che avevano voglia di far due passi in giro e che sarebbero tornati dopo un'oretta o giù di lì.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Nessuno di noi trovò la gatta. Però, dopo venticinque giorni, una mattina fui svegliato dal noto incessante miagolio e mi precipitai in cucina giusto in tempo per vedere la gatta entrare dalla finestra aperta (smunta, dimagrita e con qualche piccola ferita), e rifocillarsi mangiando una quantità impensabile di crocchette e bevendo acqua apparentemente senza fine. Si fece una gran festa e nessuno ha mai più parlato di cacciarla via.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Qualche giorno dopo, la gatta assistette, accoccolata sulle mie gambe, ad una intera partita di calcio tra Italia e Malta. I maltesi perdevano per sei reti a zero, quando il loro capitano storico, un tale Busuttil che sembrava essere molto più bravo degli altri, segnò la rete della bandiera per la sua squadra.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Dopo tale episodio, la gatta, come se avesse visto tutto quello che le interessava vedere, scese dalle mie gambe ed andò a dormire altrove. In onore dell'episodio e della sua simpatia per Busuttil, l'abbiamo chiamata Busuttina, e quindi Busutta, per l'intera serata. E abbiamo continuato per i successivi quindici anni, visto che la Busutta è una di quelle gatte che amano rispondere alle chiamate miagolando forte e agitando la coda, sempre.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;La Busutta si è resa protagonista, in questi quindici anni, di una serie infinita di aneddoti ed ha condiviso la storia della nostra famiglia come uno qualunque dei suoi componenti umani. Ma il suo nome ridicolo ha sempre suonato come qualcosa di temporaneo, come se, prima o poi, qualcuno sarebbe stato destinato ad uscirsene con un nome più decoroso.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Non faremo più in tempo. Da qualche giorno, la Busutta se ne sta ferma e buona, in un angolo della casa, incapace di muoversi più. Ogni tanto trova giusto la forza per voltarsi sull'altro fianco, rinviando ancora per un po' l'inevitabile, a dispetto di reni e fegato che si sono già messi a riposo da una settimana. Però, se le giri intorno, le fai due coccole e, soprattutto, se la chiami, non può fare proprio a meno di agitare ancora la coda con lo stesso vigore dei tempi belli e tenta anche, senza troppo successo, di miagolare.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Ancora per qualche giorno solamente, ma ancora Busutta. Ancora per sempre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-2780086621232439923?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/2780086621232439923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=2780086621232439923&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2780086621232439923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2780086621232439923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/09/la-busutta.html' title='La Busutta'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SMP5dZwLzQI/AAAAAAAAAGY/vGJKTDkpBXA/s72-c/Bstt.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-6681451119072792503</id><published>2008-08-22T12:48:00.003+02:00</published><updated>2008-08-22T12:53:28.984+02:00</updated><title type='text'>Il Carosello di Mario</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SK6Zn4DjsFI/AAAAAAAAAGI/UNEoE_mZQeg/s1600-h/cama.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SK6Zn4DjsFI/AAAAAAAAAGI/UNEoE_mZQeg/s400/cama.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237292327019720786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mario ricordava alcune cose, e altre no. Ricordava, per esempio, che quel buio bilocale un po' tetro era sicuramente casa sua e che quella vecchia credenza in fòrmica, che aveva quasi quarant'anni, faceva parte dell'arredamento della casa dove aveva vissuto da bambino. Ricordava, per esempio, che dal bilocale non poteva assolutamente uscire anche se, curiosamente, non riusciva a ricordarne il motivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ricordava, per dirne una, quando fosse stato all'aperto per l'ultima volta e non ricordava, per dirne un'altra, neanche come fosse composto il resto dell'appartamento né come fosse fatto il mondo fuori da casa sua. Curiosamente, la cosa non lo inquietava affatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si alzò dal divano. Girò un po' avanti e indietro per la stanza, che era priva di finestre, ed entrò in camera. Dietro il grande letto matrimoniale c'era una finestra altrettanto larga, che occupava l'intera parete e che era stata coperta con una tenda. La poca luce che filtrava lateralmente finiva per illuminare la cucina più che la camera da letto, che era pertanto molto più buia dell'altra stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fianco al letto c'era una porta, che Mario immaginò (o, forse, ricordò) comunicare con l'appartamento di qualcun altro, a lui probabilmente sconosciuto. Aprì la porta e fu accecato da una forte luce proveniente dalla stanza attigua. Era una camera in perfetto ordine, gemella della sua, con un grande letto ammantato di una leggera coperta estiva, beige (quasi nocciola), che ricordava una spiaggia. La camera dava su un lungo corridoio, di cui Mario non vedeva la fine, ma sentiva in lontananza urla e voci di persone che si chiamavano l'un l'altro e iniziavano a correre verso di lui. Man mano che i passi si avvicinavano, Mario decise che sarebbe stato molto meglio tornare nel suo appartamento e si chiuse la porta a chiave alle spalle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'era ancora un'ultima porta, ai piedi del letto. Mario intuì (o, forse, ricordò) che quella porta conduceva alla stanza da bagno, e si risolse ad aprirla. La stanza da bagno era piuttosto piccola e buia, e non aveva finestre. La metà sinistra era vuota, mentre sulla destra si trovava il solo water closet. La pavimentazione, brutte mattonelle rosse da esterni, era completamente sconnessa e c'erano molti buchi. Alcune mattonelle erano rotte, altre divelte e ammonticchiate qua e là. Non si poteva entrare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il water closet non aveva sedile né tavoletta ed era sporco. Escrementi saltavano ogni tanto fuori dal water closet per poi rituffarvisi dentro e sparire via. Dai buchi nel pavimento, si intravedevano tubature trasparenti che componevano spettacolari ottovolanti in cui gli escrementi scorrevano rapidissimi. L'intera stanza era percorsa dalle tubature, che, ogni tanto, salivano in superficie. La circolazione degli escrementi era ordinatissima e bene organizzata e non c'era fuoriuscita di materiale neanche nei molti tratti del circuito che si trovavano scoperti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario chiuse la porta del bagno alle sue spalle. Sapeva che non poteva uscire di casa ma ancora non ricordava il perché e decise di fare un tentativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraversò con decisione la camera e si avviò a tornare in cucina, ma non poté entrare. Il pavimento non era più al suo posto, sostituito dall'allegro carosello di operosi escrementi che aveva appena incontrato nella stanza da bagno. Anche le pareti erano diventate trasparenti e contenevano tubature altrettanto trasparenti che lasciavano intravedere una impeccabile circolazione, come fossero le vene di un organismo vivente. Ognuno degli stronzi sembrava sapere benissimo da dove veniva, dove stava andando e perché, mentre viaggiava su binari creati, apparentemente dal nulla, per lui e per tutti gli altri come lui, da lui praticamente indistinguibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In definitiva, nella casa di Mario c'era merda dappertutto, e non c'era modo di uscirne. Per un attimo, fu tentato di aprire di nuovo la porta che dava nella camera dei vicini, ma poi si infilò nel letto, intenzionato ad addormentarsi. Però troppa luce continuava a filtrare dalla finestra alle sue spalle, e Mario, per l'intero pomeriggio, continuò a tirare la tenda, troppo corta, quando da un lato, quando dall'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sporadicamente, la luminosità si faceva talmente intensa da non dargli altra possibilità ragionevole che quella di abbandonare il letto, ma Mario restò stoicamente coricato con la coperta ben tirata fin sopra i capelli, pur senza riuscire mai ad addormentarsi, se non per qualche manciata di minuti ogni tanto. Al sopraggiungere della notte, l'uomo trovò finalmente pacifico ristoro nel sonno, così come il carosello continuava altrettanto pacificamente ad andare avanti (o forse no).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-6681451119072792503?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/6681451119072792503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=6681451119072792503&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/6681451119072792503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/6681451119072792503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/08/il-carosello-di-mario.html' title='Il Carosello di Mario'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SK6Zn4DjsFI/AAAAAAAAAGI/UNEoE_mZQeg/s72-c/cama.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-5246477558163174114</id><published>2008-08-16T15:23:00.002+02:00</published><updated>2008-08-16T15:32:45.204+02:00</updated><title type='text'>I Had A Dream!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SKbVZCJj9uI/AAAAAAAAAGA/qyOLJCuJPN8/s1600-h/TiTo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SKbVZCJj9uI/AAAAAAAAAGA/qyOLJCuJPN8/s400/TiTo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235106242915202786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Timo Tolkki&lt;/span&gt; è un chitarrista finlandese di ispirazione neoclassica. Come il più tecnico (ma assai meno creativo) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Yngwie Malmsteen&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tolkki&lt;/span&gt; è uno di quei musicisti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rock&lt;/span&gt; che rivendicano l'eredità di certi virtuosi del passato, da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paganini&lt;/span&gt; a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vivaldi&lt;/span&gt;, passando per buone dosi di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bach&lt;/span&gt; e un pizzico di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mozart&lt;/span&gt; quando serve. Il suo progetto musicale, non a caso chiamato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stratovarius&lt;/span&gt; (un tenore, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Timo Kotipelto&lt;/span&gt;, alla voce e clavicembalo a volontà), è stato uno dei gruppi di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Power Metal&lt;/span&gt; più ispirati degli anni '90 e uno di quelli che mi hanno riportato a credere nella vitalità del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rock&lt;/span&gt; quando la tendenza a raschiare il fondo del barile ricercando espressioni artistiche alternative (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rage Against The Machine&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Red Hot Chili Peppers&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Faith No More&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Extreme&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Living Colour&lt;/span&gt; e chi più ne ha più ne precipiti nell'oblìo) o minimaliste (l'intero fenomeno &lt;span style="font-style: italic;"&gt;grunge&lt;/span&gt;, dai &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nirvana&lt;/span&gt; ai &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Soundgarden&lt;/span&gt;, passando per gli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alice In Chains&lt;/span&gt; o i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pearl Jam&lt;/span&gt;) mi avevano dato l'infausta certezza che si fosse ormai arrivati alla frutta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Timo Tolkki&lt;/span&gt; è uno dei personaggi più discussi del panorama musicale mondiale. Dipinto dai suoi compagni di lavoro come un despota, a volte anche accusato di simpatie per l'ideologia nazista, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tolkki&lt;/span&gt; ha subìto un tentato omicidio, ha a sua volta tentato il suicidio, ha attraversato un lungo periodo di disordine mentale (e successiva altrettanto lunga riabilitazione) e sciolto gli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stratovarius&lt;/span&gt; per ben due volte (l'ultima delle quali lo scorso anno), lamentando che, ormai, fossero diventati una sterile macchina da soldi. Nell'occasione, dopo una spettacolare polemica, ha letteralmente regalato ai compagni tutti i diritti sul marchio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stratovarius&lt;/span&gt; e sul catalogo della band, in modo che potessero ancora raggranellare qualche soldo, e se ne è andato per conto suo, alla ricerca di nuovi stimoli per una ritrovata creatività artistica e la continuazione della propria carriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso sabato mattina, stavo sognando qualcosa di assai improbabile: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Timo Tolkki&lt;/span&gt; aveva accettato di suonare un breve tour di tre date in altrettanti piccoli locali della provincia italiana, spalleggiato da privilegiati musicisti indigeni, tra cui il valido &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pier Gonella&lt;/span&gt; (chitarrista dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Labyrinth&lt;/span&gt;), presumibilmente per un pubblico di pochi intimi e senza pretendere significativo compenso. Alle nove e trenta, mia moglie mi ha svegliato, per dirmi che, già desta da un'ora e mezza, si stava annoiando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come in ogni occasione in cui non capisco bene cosa vada cercando, ho compiuto il mio dovere coniugale di buon marito e, successivamente, ho approfittato per riaddormentarmi. Ho sognato un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Timo Tolkki&lt;/span&gt;, rigenerato e sorridente, che si divertiva come un bambino proponendo un intero concerto degli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stratovarius&lt;/span&gt; (più qualcosa della sua nuova band &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Revolution Renaissance&lt;/span&gt;)  davanti a non più di un centinaio di persone in delirio, molte delle quali continuavano istericamente a chiedergli di suonare il suo pezzo più noto, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paradise&lt;/span&gt;. Tipo così: "Next song &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(suonaci Paradise!)&lt;/span&gt; is a very important song for me &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(suonaci Paradise!)&lt;/span&gt; and talks about a woman &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(suonaci Paradise!)&lt;/span&gt; and a relationship which lasted for about 11 years &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(suonaci Paradise!)&lt;/span&gt; that means about 4000 nights and left me with a badly broken heart &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(suonaci Paradise!)&lt;/span&gt;. But you know that's life and you have to carry on &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(suonaci Paradise!)&lt;/span&gt; so we're now playing &lt;span style="font-style: italic;"&gt;4000 Rainy Nights&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(suonaci Paradise!)&lt;/span&gt;". Alle tredici, mia moglie mi ha svegliato di nuovo per dirmi che non aveva intenzione di passare l'intera giornata in casa. L'ho portata al mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sdraiato sulla spiaggia, mi sono di nuovo addormentato e ho di nuovo sognato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Timo Tolkki&lt;/span&gt; a quell'ipotetico, fantastico, piccolo concerto: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(suonaci Paradise!)&lt;/span&gt; my friend you need to calm down a little bit"; "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(suonaci Paradise!)&lt;/span&gt; please, later"; "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(suonaci Paradise!)&lt;/span&gt; let me please finish this song first &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(suonaci Paradise!)&lt;/span&gt;", che accennava l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Inno Alla Gioia&lt;/span&gt; e si apprestava, finalmente, a suonare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paradise&lt;/span&gt;: "My friends, are you having fun so far? (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;YEAH!&lt;/span&gt;). I guess we're finally gonna give this people what they really want. What would you like to hear as our next song? (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;YEAH!&lt;/span&gt;)". Sguardo perplesso: "I'm asking: what would you like to hear as our next song? (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;YEAH!&lt;/span&gt;) are you fucking asleep? (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;YEAH!&lt;/span&gt;) are you all idiots? (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;NO!&lt;/span&gt;)" e attaccava divertito a suonare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paradise&lt;/span&gt;, chiedendosi se il pubblico lo stesse prendendo in giro o proprio non capisse una parola di inglese, secondo la peggiore tradizione italiota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle diciotto ho lasciato la spiaggia, me ne sono tornato a casa, ho fatto una doccia, mangiato qualcosina e alle venti ho detto a mia moglie che sarei andato a fare un po' di footing. Lei mi ha accompagnato e, rientrati in casa alle ventuno, le ho detto di fare in fretta la doccia perchè alle ventuno e trenta in punto saremmo partiti per una non meglio determinata destinazione. Nonostante le sue proteste, l'ho trascinata fuori di casa all'orario prefissato, l'ho infilata in automobile e l'ho portata, volente o nolente, fino all'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elvis Fan Club&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Livorno&lt;/span&gt;, per vedere che faccia avrebbe fatto una volta che avesse visto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Timo Tolkki&lt;/span&gt; in persona salire su quel piccolo palco e, forse, suonare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paradise&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-5246477558163174114?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/5246477558163174114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=5246477558163174114&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/5246477558163174114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/5246477558163174114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/08/i-had-dream.html' title='I Had A Dream!'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SKbVZCJj9uI/AAAAAAAAAGA/qyOLJCuJPN8/s72-c/TiTo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-8414271219229253751</id><published>2008-06-30T12:58:00.002+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:33.783+01:00</updated><title type='text'>Qualcuno ti dirà</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SGi8ibwus2I/AAAAAAAAAF4/WxVnQto9w9Y/s1600-h/RoDo_Pe.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SGi8ibwus2I/AAAAAAAAAF4/WxVnQto9w9Y/s400/RoDo_Pe.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217627468062438242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore convocare sei centrocampisti (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gattuso, Ambrosini, De Rossi, Pirlo, Aquilani, Perrotta&lt;/span&gt;) tutti e sei centrali, tutti e sei di piede destro. Avessi fatto il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;4-4-2&lt;/span&gt; te ne sarebbero serviti due. Facendo il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;4-3-3&lt;/span&gt; te ne serviva uno. Anche perché, l'unico centrocampista laterale (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Camoranesi&lt;/span&gt;) che hai effettivamente convocato, l'hai spedito a fare il trequartista o l'attaccante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore (conseguente) schierare un centrocampo a tre con dei centrocampisti centrali a giocare sulle fasce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore piazzare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ambrosini&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gattuso&lt;/span&gt;, destri naturali e poco capaci col sinistro, giocare esterni a sinistra, ché quando andava proprio bene riuscivano appena a passare il pallone al compagno dieci metri più avanti senza metterlo in fallo laterale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore fare il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;4-3-3&lt;/span&gt; convocando solo tre attaccanti (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Toni, Quagliarella&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Borriello&lt;/span&gt;) e facendone giocare solo uno (due, se consideriamo i 13 minuti di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quagliarella&lt;/span&gt; contro la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Romania&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore convocare ben tre trequartisti (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cassano, Del Piero&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Di Natale&lt;/span&gt;, tra i quali solo l'ultimo di piede mancino) per impiegarne solo uno e, oltretutto, come esterno sinistro d'attacco. E &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Borriello&lt;/span&gt;, se non ti aggradava, che te lo sei portato a fare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore arrivare fino alla fine della competizione senza saper scegliere un titolare tra &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cassano,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Del Piero&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Di Natale&lt;/span&gt; e farli salomonicamente giocare un po' per uno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore fare il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;4-3-3&lt;/span&gt; ma considerare superfluo il convocare anche soltanto un attaccante esterno destro (se non che, forse, ci si poteva provare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quagliarella&lt;/span&gt;), e ovviare piazzandoci un centrocampista (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Camoranesi&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore, una volta compreso che un esterno destro d'attacco sarebbe stato indispensabile, cambiare, nel bel mezzo del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Campionato Europeo&lt;/span&gt;, dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;4-3-3&lt;/span&gt; al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;4-3-1-2&lt;/span&gt;, come se due anni per decidere il modulo di gioco fossero stati pochi. E &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quagliarella&lt;/span&gt;, se non ti aggradava, che te lo sei portato a fare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore, una volta che avevi convocato ben tre trequartisti, non sapere bene quale schierare come trequartista nel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;4-3-1-2&lt;/span&gt; e metterci un po' &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perrotta&lt;/span&gt; e un po' &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Camoranesi&lt;/span&gt;, che sono invece centrocampisti (il secondo dei quali addirittura laterale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore lasciare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Toni&lt;/span&gt; piantato nel bel mezzo dell'attacco senza mai dirgli di allargarsi un po' a destra per lasciar il congruo spazio al trequartista e lasciare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cassano&lt;/span&gt; giocare del tutto spostato a sinistra; come se nessuno dei due fosse stato informato che il modulo era cambiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore (conseguente) continuare a sostituire l'inevitabilmente spaesato trequartista (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perrotta&lt;/span&gt; con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Camoranesi&lt;/span&gt; e viceversa) invece di dire semplicemente a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Toni&lt;/span&gt; che si spostasse un pochino più destra e facesse un po' di spazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore lasciare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Aquilani&lt;/span&gt; solitario a fronteggiare la (conseguente) voragine sulla fascia destra e, costantemente sovrastato da avversari in sovrannumero, non toccare praticamente palla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore impostare quel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;4-3-3&lt;/span&gt;, o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;4-3-1-2&lt;/span&gt; che dir si voglia, schierato con attaccanti e centrocampisti tutti tendenti ad accentrarsi, con la conseguenza che il controllo delle fasce laterali è stato completamente demandato ai terzini (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zambrotta&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Grosso&lt;/span&gt;) che, poveracci, si sono spolmonati correndo anche per buona parte dei compagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore (conseguente) lasciare che sulle fasce laterali gli avversari fossero sempre in sovrannumero. E quando una delle due fasce è stata affidata a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Panucci&lt;/span&gt;, l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Olanda&lt;/span&gt; ne ha approfittato quel tanto che serviva per mollarci tre pappine giocando sempre da quella parte lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti dirà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, che è stato un errore, nell'imminenza dei rigori contro la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spagna&lt;/span&gt;, sostituire un centrocampista con un attaccante, specialista del calcio di rigore (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Del Piero&lt;/span&gt;), trasformando il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;4-3-1-2&lt;/span&gt; in una sorta di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;4-2-1-3&lt;/span&gt;, senza ulteriori correttivi tattici. Così gli ultimi dieci minuti del secondo supplementare si sono trasformati in un surreale tiro al bersaglio contro la porta italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ti rimprovererà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto&lt;/span&gt;, questo e molto altro (per esempio l'impiego di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Materazzi&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Barzagli&lt;/span&gt; e la fiducia incondizionata riposta in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Toni&lt;/span&gt;). Ma non io. Io non ti biasimo, non ti do colpe e non me la prendo con te. Me la prendo invece, da due anni e pure volentieri, con quel simpatico burlone che ti ci ha piazzato, su quella panchina lì.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-8414271219229253751?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/8414271219229253751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=8414271219229253751&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/8414271219229253751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/8414271219229253751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/06/qualcuno-ti-dir.html' title='Qualcuno ti dirà'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SGi8ibwus2I/AAAAAAAAAF4/WxVnQto9w9Y/s72-c/RoDo_Pe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-5253381621923687533</id><published>2008-06-18T17:38:00.008+02:00</published><updated>2008-09-10T16:33:52.275+02:00</updated><title type='text'>L'ottimo Massimo (trasferiscesi in Germania)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SMfaw_yhjWI/AAAAAAAAAKI/j0sY6eZaXEM/s1600-h/Gr_Ey.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SMfaw_yhjWI/AAAAAAAAAKI/j0sY6eZaXEM/s400/Gr_Ey.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244400826388155746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Questa mattina non eravate&lt;br /&gt;su quel 33 barrato,&lt;br /&gt;e avete malamente mancato&lt;br /&gt;la possibilità di vedere&lt;br /&gt;gli smeraldi più stupefacenti&lt;br /&gt;che Madre Natura abbia mai generato,&lt;br /&gt;e che il Fato ha distrattamente&lt;br /&gt;finito per incastonare,&lt;br /&gt;erroneamente scambiandoli per volgarissimi occhi,&lt;br /&gt;sul viso di una aggraziata fanciulla&lt;br /&gt;dalle labbra di fragola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Epperò c'ero io,&lt;br /&gt;su quel 33 barrato,&lt;br /&gt;convivendo, da CorsoDuca a Collegno,&lt;br /&gt;vuoi con detti gioielli,&lt;br /&gt;vuoi con il profondissimo décolleté&lt;br /&gt;posteriore&lt;br /&gt;che quel malizioso futuro ingegnere sventolava&lt;br /&gt;vezzosamente,&lt;br /&gt;sotto il naso dei viaggiatori,&lt;br /&gt;dissimulando e malcelando&lt;br /&gt;affettazione e inventiva,&lt;br /&gt;ricercatezza e artifizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo per dire&lt;br /&gt;che Dio forse c'è&lt;br /&gt;(e forse no);&lt;br /&gt;mentre l'ottimo Massimo,&lt;br /&gt;sua sponte,&lt;br /&gt;da ieri&lt;br /&gt;non c'è più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però, figa ce n'è ancora&lt;br /&gt;(quanta ieri),&lt;br /&gt;e sorgiamo alla pugna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-5253381621923687533?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/5253381621923687533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=5253381621923687533&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/5253381621923687533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/5253381621923687533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/06/lottimo-massimo-trasferiscesi-in.html' title='L&apos;ottimo Massimo (trasferiscesi in Germania)'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SMfaw_yhjWI/AAAAAAAAAKI/j0sY6eZaXEM/s72-c/Gr_Ey.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-2602097458627479351</id><published>2008-06-11T12:11:00.003+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:34.233+01:00</updated><title type='text'>Ka!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SE-k7CfG2bI/AAAAAAAAAFQ/FzLSnjpIIw4/s1600-h/fo_ka.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SE-k7CfG2bI/AAAAAAAAAFQ/FzLSnjpIIw4/s400/fo_ka.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210564628077533618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Romeo&lt;/span&gt; è un ragazzo dai grandi occhioni blu, tarchiatello e autistico. Entra nel pullmino per ultimo, saluta a suo modo gli altri ragazzi, affibbiando loro alternativamente l'epiteto del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;'Azzurro'&lt;/span&gt; o del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;'Bandiera Rossa'&lt;/span&gt; e, per tutto il viaggio, suole lamentarsi con l'autista per il percorso prescelto: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Angelo, hai sbagliato; e perché?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo degno compare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Amedeo&lt;/span&gt;, giusto sul sedile di fianco, ripete indiscriminatamente ai compagni: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Ha detto che sei un bel ragazzo"&lt;/span&gt;  rifiutandosi però di specificare il soggetto. Gli piace invitare i viaggiatori nelle discoteche più note della Versilia, offrendo anche passaggi sulla sua ipotetica auto privata. Quando non è in vena, mostra le corna con disinvoltura, ma, di solito, snocciola proposte di matrimonio a chi gli càpita a tiro, specialmente a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sara&lt;/span&gt;, che è la chiacchierona del gruppo. A &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sara&lt;/span&gt; piace lanciarsi in infiniti monologhi privi di senso sugli ultimi avvenimenti occorsi al vicinato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi c'è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Deborah&lt;/span&gt;, una brunettina dolcissima e molto timida, sinceramente affascinata da tutti i maschi in generale. Sfoggia sempre un affettuoso sorriso e apre bocca quasi solo per dire: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Bello uomo!"&lt;/span&gt;, ogni volta che qualcuno le chiede se le piace questo o quel ragazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Naomi&lt;/span&gt;, al contrario è una ragazzona riservata e silenziosa, molto triste e arrabbiata proprio con tutti i maschi in generale, ai quali non rivolge mai la parola, o, meglio, il grugnito. Con lei in giro, occorre stare molto attenti a non far menzione delle violenze che ha subìto o dell'aborto a cui è stata costretta, perché la vergogna la fa letteralmente infuriare; può diventare molto aggressiva o continuare a mimare il gesto del cullare un bambino per il resto della giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Penelope&lt;/span&gt; è una ragazza down e autistica ed è lei a fare il bello e cattivo tempo sul pullmino. Quand'è di buon umore, passa tutto il tempo del tragitto da casa sua al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Centro Diurno&lt;/span&gt; mugolando continuamente. Quando invece è di cattivo umore piange, strepita e picchia gli altri. Allora gli operatori, gli obiettori e, qualche volta, anche l'autista, devono interrompere quel che stanno facendo e tamponare le sue intemperanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ci sono io, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antonio&lt;/span&gt;, che con gli altri c'entro poco o nulla. Non posso andare al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Centro Diurno&lt;/span&gt; con loro, perché ho la tetraparesi spastica e sono bloccato su una sedia a rotelle. Le mie braccia e le mie gambe sono rattrappite e la mia faccia mostra un'espressione grottesca, a causa degli occhi quasi letteralmente fuori dalle orbite e della mandibola serrata che non riesco a governare. Frequento un altro Centro, un po' buio e dove non si gioca mai, ma, poiché abito nelle vicinanze dei loro paesi, con loro condivido il viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo puzzo moltissimo e i ragazzi ogni tanto se ne lamentano. Sudo esageratamente e ho spesso i capelli unti. Qualche volta mi faccio i bisogni addosso e può succedere che al Centro non mi puliscano, magari perché sta per arrivare il pullmino a prendermi. Ogni tanto succede invece che me la faccio addosso proprio sul pullmino e non mi puliscono finché non arriviamo al mio Centro (o a casa). Ormai sono abituato e neanche me ne vergogno più. Quando qualcuno mi parla io sono felice e, raramente, può succedere che ci sia chi capisce che, per quanto il mio deficit sembri più grave di quello degli altri ragazzi del pullmino, invece la mia intelligenza è molto superiore alla loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando mi parlano, io cerco di rispondere; tendo i muscoli del collo per tentare di prendere il controllo delle corde vocali, protendo la testa in avanti più che posso, verso il mio interlocutore (per fargli intendere che ce l'ho con lui) e urlo con quanto fiato ho in gola. Poi, lo so, mi esce sempre lo stesso monotono verso: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Ka!"&lt;/span&gt;, neanche tanto forte. Dopodiché mi rilasso, e sembro proprio un pallone che si sgonfia piano piano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando l'autista mi chiede qual è il mio modello di auto Ford preferita, io rispondo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Ka!"&lt;/span&gt; e ridiamo insieme. Io mi sforzo di ridere, anche se riesco solo a emettere uno strano suono gutturale e qualche volta rischio anche di cadere dalla carrozzina, ma non mi importa, perché vorrei che tutti quanti capissero che io sto ridendo con loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sempre rido, però. Qualche giorno fa i miei compagni del pullmino hanno passato un po' di tempo con alcuni bambini della scuola elementare e hanno fatto dei giochi insieme. Io stavo un po' in disparte e i bambini non parlavano con me, forse perchè gli facevo un po' paura (o un po' schifo). Il nuovo obiettore di coscienza, quel ragazzo dai capelli lunghi che è arrivato due mesi fa, è andato dai bambini e gli ha detto di venire a giocare un po' con me, ma uno di loro ha replicato: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Che ci andiamo a fare a parlare con quello lì? Lo vedi in che stato è, quello non capisce niente!"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se ci sono abituato, mi è venuto un po' da piangere e ho visto che stava venendo da piangere anche all'obiettore. Allora ho cercato il suo sguardo, ho allungato il collo (e gli occhi mi stavano esplodendo fuori dalle orbite), gli ho sorriso e gli ho detto, più forte che potevo: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Ka!"&lt;/span&gt;. L'obiettore mi ha capito, e mi ha sorriso anche lui.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-2602097458627479351?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/2602097458627479351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=2602097458627479351&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2602097458627479351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2602097458627479351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/06/ka.html' title='Ka!'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SE-k7CfG2bI/AAAAAAAAAFQ/FzLSnjpIIw4/s72-c/fo_ka.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-2265123035775584110</id><published>2008-06-03T11:27:00.003+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:34.391+01:00</updated><title type='text'>Il Pollo è servito</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SEUOkVMU_cI/AAAAAAAAAFI/mDcb_WdLjc4/s1600-h/PoSe.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SEUOkVMU_cI/AAAAAAAAAFI/mDcb_WdLjc4/s400/PoSe.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207584561450778050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ieri sera la mamma ha cucinato il pollo arrosto. A me piace il pollo arrosto e lo mangio seduto a tavola, tra la mamma e il papà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando c'è il pollo arrosto, a casa mia si fa sempre festa e io sono contento. Ieri sera, ero così contento che ho deciso di raccontare alla mamma e al papà della bella figura che ho fatto a scuola, con la maestra e i miei compagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maestra ci ha raccontato che, secondo una scienza che si chiama genetica, certi piselli verdi e gialli, lisci e rugosi fanno delle cose che non ho capito bene e che una mamma e un papà dagli occhi azzurri non possono avere dei bambini dagli occhi marroni. Allora io l'ho interrotta e le ho detto che non era vero, perchè io ho gli occhi marroni, mentre la mia mamma e il mio papà hanno gli occhi blu. La maestra ha detto che si era sbagliata e che avevo ragione io, perché esistono alcuni rari casi in cui questo succede, quindi non è vero che è proprio impossibile. Era molto arrossita e anche un po' imbarazzata. Anche i miei compagni mi hanno detto che sono bravissimo e che ne so più della maestra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando l'ho raccontato a casa, davanti alla mamma, al papà e al pollo, la mamma era così contenta che le è caduto il piatto con il pollo per terra, si è seduta al tavolo e non ha più detto una parola per tutta la sera, perchè era diventata molto più rossa della maestra e quasi piangeva dalla felicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anch'io ero tanto contento e ho riso finché non ho finito tutto il mio pollo. A quel punto il papà ha detto alla mamma che mi avrebbe portato a letto. Mi ha preso in braccio (non lo faceva più da quando avevo cinque anni!), mi ha stretto tanto, tanto forte e ha detto alla mamma: - Non preoccuparti, l'ho sempre saputo. Ai miei tempi, però, la genetica si spiegava al liceo - ha detto dandomi un buffetto su una guancia e sorridendo alla mamma - quando si è un po' più grandicelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mi ha portato su per le scale. Mentre salivamo su, mi sembrava che la mamma piangesse (secondo me perché le era caduto il pollo, aveva rotto un piatto e aveva fame), ed il papà ha fatto una sosta sul pianerottolo, per dirle: - Ti prego, non portarmelo via - ché infatti secondo me aveva paura che la mamma gli rubasse il pollo dal piatto, perché lui non l'aveva ancora neanche toccato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però mi stringeva troppo forte e mi ha fatto male ad una spalla. E ha cominciato a raccontarmi che questa cosa della genetica è famosa e la sanno tutti: i suoi colleghi dell'ufficio, la gente che si incontra quando si passeggia al parco, don Salvatore della nostra parrocchia, eccetera eccetera. Ma poi mi ha chiesto scusa, ha detto che scherzava e che ero stato bravo a scuola, e mi ha fatto una carezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il papà mi ha messo a letto, si è seduto sulla poltrona della mia cameretta e ha messo il DVD con i cartoni Disney che Gesù Bambino mi ha portato per Natale, ma io avevo sonno e così mi sono addormentato subito. Questa mattina è successa una cosa strana, perchè il papà stava ancora dormendo vestito sulla poltrona della mia cameretta e non l'aveva mai fatto prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi è piaciuto che non sia andato a dormire nel suo letto, ma io sono un bambino grande e non ho bisogno di lui per prepararmi. Mi sono lavato, mi sono vestito e sono sceso per fare colazione e per dire alla mamma che mi faceva male la spalla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al piano di sotto è successa una cosa ancora più strana, perché la mamma stava dormendo in cucina, sulla sedia dove l'avevo lasciata la sera prima. Il tavolo era ancora apparecchiato e la mamma era stata molto brava, perché il pollo del papà era ancora nel suo piatto e lei non l'aveva proprio toccato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io sono un bambino grande e non ho bisogno di lei per prepararmi: ho fatto colazione e stavo per uscire per prendere lo scuolabus. Però non mi è piaciuto che neanche la mamma fosse andata a dormire al piano di sopra, così l'ho svegliata e le ho chiesto: - Non sarebbe giusto che una signora dormisse sempre con suo marito e nel suo letto, invece di fare come hai fatto tu?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è messa a piangere di nuovo. Ma che le avrò detto mai?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-2265123035775584110?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/2265123035775584110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=2265123035775584110&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2265123035775584110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2265123035775584110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/06/il-pollo-servito.html' title='Il Pollo è servito'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SEUOkVMU_cI/AAAAAAAAAFI/mDcb_WdLjc4/s72-c/PoSe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-2066695851965649294</id><published>2008-05-30T15:33:00.004+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:34.548+01:00</updated><title type='text'>Letture varie di maggio 2008</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SEACPHgPWhI/AAAAAAAAAFA/iinbPMd7B2U/s1600-h/08_05_Le.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SEACPHgPWhI/AAAAAAAAAFA/iinbPMd7B2U/s400/08_05_Le.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206163627975858706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho letto il romanzo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Come Diventare Buoni"&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nick Hornby&lt;/span&gt;, il quale passa per essere uno scrittore ironico e divertente. La storia è leggera e di poche pretese, vagamente tendente al surreale ma sempre ben agganciata al concreto, soprattutto grazie ad un buon tratteggio del profilo psicologico della protagonista. Per contro non mi è parso così spiritoso e magari sarebbe stato meglio leggerlo in lingua originale. Se si è alla ricerca di prosa brillante, divertente e tipicamente inglese, meglio rileggersi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Tre Uomini In Barca"&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jerome&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Non memorabile; se capita in mano, in mancanza di altre opzioni, si può anche leggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho letto tre romanzi_brevi / racconti_lunghi di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Voltaire&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Candido"&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Zadig"&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"L'Ingenuo"&lt;/span&gt;), sfidando il rimbrotto severo di un conoscente che, in fila alla cassa, mi ha apostrofato: "Stai comprando &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Voltaire&lt;/span&gt;? Sai che quell'uomo è un nemico della Chiesa?".&lt;br /&gt;Sono tre storie divertenti e (solo apparentemente) leggére, appunto molto critiche nei confronti della Chiesa e delle convenzioni sociali, di cui l'autore mette alla berlina l'illogicità. Se si leggono nel contesto storico in cui furono scritte acquisiscono ulteriore spessore.&lt;br /&gt;Consigliato senza mezze misure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stimolato dalla lettura di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Sei Pezzi Meno Facili"&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Six Not So Easy Pieces: Einstein's Relativity, Symmetry and Space-Time"&lt;/span&gt;), sei interessanti lezioni sulla relatività presentate dal Premio Nobel per la Fisica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Richard Feynman&lt;/span&gt;, uomo anticonformista e dai molteplici interessi, mi sono avvicinato alla sua nota biografia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Sta scherzando Mr Feynman?"&lt;/span&gt;. Anche qui, si tratta di una biografia non convenzionale, composta essenzialmente da una serie di divertenti aneddoti.&lt;br /&gt;Il libro è scritto in forma molto colloquiale, trattandosi, alla fine, di sbobinature di conversazioni private ed il suo valore letterario è nullo. Però gli aneddoti in sé presentano un uomo dal genio eccezionale la cui disponibilità a condividere parte delle proprie esperienze può essere considerato un dono da ricevere con gratitudine.&lt;br /&gt;Consigliato (ma il prezzo di 34 Euro è un po' troppo alto).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-2066695851965649294?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/2066695851965649294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=2066695851965649294&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2066695851965649294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2066695851965649294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/05/letture-varie-di-maggio-2008.html' title='Letture varie di maggio 2008'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SEACPHgPWhI/AAAAAAAAAFA/iinbPMd7B2U/s72-c/08_05_Le.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-517769425627154114</id><published>2008-05-27T17:57:00.009+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:34.690+01:00</updated><title type='text'>Basta parei!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SDwxw3gPWgI/AAAAAAAAAE4/uFZaLiyo2GU/s1600-h/BaPa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SDwxw3gPWgI/AAAAAAAAAE4/uFZaLiyo2GU/s400/BaPa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205089984936106498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Qualche anno fa ascoltavo una conversazione tra due colleghi: &lt;i&gt;"Ehi, cupio, passami quel manuale"&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;"Zio fa', prènditelo, non vedi che ho da fare?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Fin qui, mi dissi, tutto chiaro. &lt;i&gt;'Cupio'&lt;/i&gt; (latino per &lt;i&gt;'desidero'&lt;/i&gt;), significherà qualcosa tipo &lt;i&gt;'per favore'&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;'Zio fa'&lt;/i&gt; starà per &lt;i&gt;'chiedilo a tuo zio, fallo fare a tuo zio'&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essendo forestiero e dovendo apprendere l'idioma locale, restai in ascolto: &lt;i&gt;"Zio fa', ma se non fai un accidente tutto il giorno"&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;"Senti, ti ho già detto di prendertelo da solo, cupio"&lt;/i&gt;. No, pensai, non ho capito niente. Molto meglio se chiedo spiegazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Scusa?!"&lt;br /&gt;"Dimmi, cisti, che c'è?"&lt;br /&gt;"Cosa significano 'cupio' e 'zio fa'?"&lt;br /&gt;"Ma sei un piciu! Allora: 'cupio' significa omosessuale; 'Zio fa' sta per 'Dio fa'."&lt;br /&gt;"Dio fa? Ma è bellissimo. Una celebrazione della Divina Provvidenza. Come dire che il Creatore dispone e l'Uomo si sottopone!"&lt;br /&gt;"No. 'Fa' sta per 'faus'."&lt;br /&gt;"Ah... e 'faus'?"&lt;br /&gt;"'Faus' sta per 'falso', gaggio!"&lt;br /&gt;"Ah, scusa, allora non è poi così bello, in effetti. E... ci facciamo una birra, stasera, così mi spieghi anche 'cisti', 'piciu' e 'gaggio'?"&lt;br /&gt;"Non posso. Stasera ho il gagno."&lt;br /&gt;"Ah... il gagno. È, tipo, una cerimonia religiosa... 'ite gagnum est'..."&lt;br /&gt;"Ma no!"&lt;br /&gt;"...sportiva, tipo lo squash... 'vorrei cambiare le corde al gagno'... "&lt;br /&gt;"No!"&lt;br /&gt;"...mica sarà una malattia, per caso... 'ho un gagno qui, alla base del collo'... o una cena di un qualche circolo... 'amici del gagno d'oro'..."&lt;br /&gt;"Finiscila! Il gagno... il bambino!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Fortunatamente, negli anni a seguire, ho potuto sperimentare come i Piemontesi che sfoggiano un Italiano simile non siano poi molti. In Piemonte, infatti, si parla un Italiano perlopiù eccellente, tant'è che si finisce facilmente per invidiarne dizione, proprietà di esposizione e, spesso, anche la ricchezza del vocabolario. Per una piccola parte, però, il Piemon-taliano è formato anche da locuzioni e termini di derivazione dialettale, che, con grande sorpresa di chi dal Piemonte viene e di chi in Piemonte va, di solito non hanno alcuna diffusione al di fuori dalla terra di origine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio, si consideri il seguente breve dialogo: "Mi sono rimasti &lt;i&gt;solo più&lt;/i&gt; cinquanta euro." "Appena arrivo a casa &lt;i&gt;faccio che farti&lt;/i&gt; un assegno." "Va bene. Ma cerca di farmelo &lt;i&gt;di oggi&lt;/i&gt;."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Piemontesi, compresi quelli di buona istruzione, non sono di solito in grado di riconoscere come tali i tre errori evidenziati nel dialogo, tipiche espressioni del Piemon-taliano (&lt;i&gt;'solo più'&lt;/i&gt; al posto di &lt;i&gt;'soltanto'&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;'solamente'&lt;/i&gt;; la curiosa struttura &lt;i&gt;'faccio che + infinito'&lt;/i&gt;; il terribile &lt;i&gt;'di oggi'&lt;/i&gt; al posto di &lt;i&gt;'entro oggi'&lt;/i&gt; o del semplice &lt;i&gt;'oggi'&lt;/i&gt;). Messi di fronte all'evidenza e superate le successive fasi di rifiuto, smarrimento e presa di coscienza, si abbandonano a lunghissime analisi e disquisizioni sulla materia, specialmente quando si accorgono che, passando al dialetto, riescono a dirsi quel che vogliono senza che tu capisca niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fenomeno è divertente e niente affatto fastidioso. Infine, sto ancora valutando i motivi che spingono molti Piemontesi a domandarti &lt;i&gt;"Basta parei?"&lt;/i&gt;, nelle più disparate situazioni, dato che, non avendo mai visto nessuno indossare un pareo nel centro di Torino, la questione mi pare francamente poco rilevante. Temporeggiando, fin quando non avrò chiarito il mistero, rispondo sempre con un sorriso e molta cortesia: &lt;i&gt;"Certo! Un bel bikini non andrebbe coperto mai!"&lt;/i&gt;, con la segreta speranza di veder comparire in giro qualche pareo e molti bikini. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  lang="IT" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-517769425627154114?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/517769425627154114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=517769425627154114&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/517769425627154114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/517769425627154114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/05/basta-parei.html' title='Basta parei!'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SDwxw3gPWgI/AAAAAAAAAE4/uFZaLiyo2GU/s72-c/BaPa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-5233341014803135929</id><published>2008-05-21T15:51:00.003+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:34.915+01:00</updated><title type='text'>Informatico e Gentiluomo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SDQpiV9VdmI/AAAAAAAAAEg/wd5pBUTh4-Q/s1600-h/INGE.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SDQpiV9VdmI/AAAAAAAAAEg/wd5pBUTh4-Q/s400/INGE.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202829139506460258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sul mio tavolo c'era un tozzo di pane. Era un bel tozzo di pane, fragrante e invitante, dolce come un biscotto (lo sapevo per certo perché ne avevo già conosciuto le delizie). Più lo guardavo e più avevo l'acquolina in bocca, alla vista di quel gran bel tozzo di pane, il cui profumo irresistibile mi aveva ormai stregato e mi invitava a non attendere oltre per farlo mio, così, come stava, al naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, in giro per la mia casa, c'era una ragazza. Era un bel pezzo di ragazza, fragrante e invitante, dolce come un biscotto (lo sapevo per certo perché ne avevo già conosciuto le delizie). Più la guardavo e più avevo l'acquolina in bocca, alla vista di quel gran bel pezzo di ragazza, il cui profumo irresistibile mi aveva ormai stregato e mi invitava a non attendere oltre per farla mia, così, come stava, al naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque mi alzai dal divano, prelevai il pane e fermai la ragazza, che trotterellava avanti e indietro per la casa provvedendo ai casi suoi e che, al sol vedermi d'intralcio, si fe' perplessa. Poiché posseggo la natura del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Volgare Informatico&lt;/span&gt; ma non dimentico mai di essere anche un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Romantico Gentiluomo&lt;/span&gt;, fissai il mio sguardo nel suo quanto più profondamente mi fu possibile, e avvicinai il mio viso al suo.&lt;br /&gt;Quando giudicai d'esser prossimo a sufficienza, introdussi il tozzo di pane nel poco spazio che intercorreva tra i visi e, visto che sono un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Romantico Gentiluomo&lt;/span&gt;, lo spezzai e gliene porsi un pezzo, ciecamente fidando nell'effetto dirompente relativo alla simbologia legata alla divisione e condivisione del pane tra la femmina ed il maschio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mia moglie, dribblandomi e dileguandosi, rifiutò la sua porzione di pane e mi consigliò di mangiare la mia parte imbottita con quel buon prosciutto che avevamo in frigorifero. Al contempo, approfittò per farmi un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cazziatone&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mostruoso&lt;/span&gt; per le briciole che, a suo dire, avevo sparso per l'intero tappeto, che io non vedevo, ma che lei mi garantiva essere numerose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Deciso a non arrendermi, abbandonai il pane e la attesi al varco. Deposti i panni fallimentari del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Romantico Gentiluomo&lt;/span&gt; ed indossando con fiducia quelli del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Volgare Informatico&lt;/span&gt;, le tesi un agguato alle spalle al passaggio successivo. Le passai una mano dietro il fianco destro, piazzandogliela bene aperta sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pancino&lt;/span&gt; per farle capire che, da pollice a mignolo, la dominavo da fianco a fianco. Le passai l'altra mano dietro la spalla sinistra, bloccandole il collo con la mano chiusa e spingendole il mento verso l'alto con il solo indice proteso, forzandola così a rovesciare la testa all'indietro. La strinsi a me con decisione, a perfetta integrazione dell'atmosfera che avevo creato e infine, essendo appunto un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Volgare Informatico&lt;/span&gt;, le sussurrai ad un orecchio: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Vuoi che ti faccia l'installazione del Service Pack?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stento ancora a crederlo, ma, anche così, non funzionò. Mia moglie, infatti, divincolandosi facilmente dalla presa, rispose: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Preferirei, piuttosto, che tu ripulissi il tappeto dalle briciole"&lt;/span&gt;, e se ne andò, lamentandosi, come suo solito, di come la mia funzione in quella casa si limitasse ad un incontrollabile incremento dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;entropia&lt;/span&gt;. Per consolarmi, tornai sul divano e sbocconcellai quel buon pane: una parte per l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Informatico&lt;/span&gt;, l'altra per il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gentiluomo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due cose ho imparato:&lt;br /&gt;1) quando sul tappeto restano le briciole, persino il più romantico dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gentiluomini&lt;/span&gt; non può nulla;&lt;br /&gt;2) è vero che con l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Informatica&lt;/span&gt; magari non si ottengono quei successi ai quali si aspira, però perlomeno un tozzo di pane si rimedia sempre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-5233341014803135929?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/5233341014803135929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=5233341014803135929&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/5233341014803135929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/5233341014803135929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/05/informatico-e-gentiluomo.html' title='Informatico e Gentiluomo'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SDQpiV9VdmI/AAAAAAAAAEg/wd5pBUTh4-Q/s72-c/INGE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-8120907369426883529</id><published>2008-05-20T17:25:00.007+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:35.108+01:00</updated><title type='text'>Il Matematico Impertinente</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SDLte19VdlI/AAAAAAAAAEY/PCheh4mkQ6Y/s1600-h/IMI.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SDLte19VdlI/AAAAAAAAAEY/PCheh4mkQ6Y/s400/IMI.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202481633702540882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Matematico Impertinente&lt;/span&gt; è un libro diviso in una settantina di articoletti (sei capitoli) in cui l'autore espone il suo pensiero, soprattutto criticando la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chiesa Cattolica&lt;/span&gt; e la politica degli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stati Uniti&lt;/span&gt;, ma anche auspicando una maggiore diffusione di logica, matematica e scienza in generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opera si apre con un capitoletto dedicato alla politica, in cui si avanzano idee, invero non originali, secondo le quali gli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stati Uniti&lt;/span&gt; incarnerebbero la perfetta realizzazione di paese nazista e in quanto tali sarebbero stati, all'epoca ispiratori degli ideali di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hitler&lt;/span&gt; (che espone questa teoria in un'intervista ipotetica). Allo stesso tempo si argomenta come gli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stati Uniti&lt;/span&gt; siano il paese che, più degli altri, può essere accusato di terrorismo internazionale in senso stretto. Nella fiera del già sentito, non vengono risparmiate feroci critiche ad Israele, mentre si vagheggia di incriminazioni all'Aja per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Kissinger&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sharon&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel capitoletto seguente, dedicato alla demolizione delle religioni (quella cristiana cattolica in particolare) si parte da una possibile e blasfema intervista a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gesù&lt;/span&gt;, in cui il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cristo&lt;/span&gt; stesso critica e delegittima non solo l'istituzione della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chiesa&lt;/span&gt; ma l'intero movimento cristiano. A seguire, i cristiani ed i loro profeti vengono definiti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"schizofrenici"&lt;/span&gt; e se ne fornisce relativa motivazione. L'autore spiega come la parola &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"cretino"&lt;/span&gt; abbia derivazione etimologica da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"cristiano"&lt;/span&gt;, dopodiché suole definire i cristiani come cretini (o anche &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"letterali cretini"&lt;/span&gt;) ad ogni occasione possibile, non senza un certo evidente suo piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A sostegno delle tesi esposte nei primi due capitoli, l'autore riporta fatti e avvenimenti che danno sempre l'impressione di essere interpretati in maniera piuttosto creativa e fantasiosa e dei quali non si riportano mai fonti attendibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I successivi capitoli vertono sulla scienza e, qua e là, può succedere di incontrare interessanti articoletti in cui si imparano nozioni di cui non si aveva conoscenza. Ma in ogni caso, la caduta di livello è sempre in agguato: parlando di enigmistica si cita &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"il compianto compagno Stalin"&lt;/span&gt;; parlando di probabilità e statistica si cita &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"l'omicidio di Ernesto Guevara, consigliato da Lyndon Johnson, presidente degli Stati Uniti"&lt;/span&gt;; parlando della sezione aurea si cita un minestrone fatto di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vietcong&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tupamaros&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Brigate Rosse&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Garibaldini&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stile dell'autore è buono e la sua prosa è gradevole, per quanto qua e là la consecutio lasci un po' a desiderare e qualche congiuntivo in più non avrebbe sicuramente sfigurato. La struttura ad articoletti comporta frequenti riproposizioni di nozioni già presentate e rende, in generale, l'opera piuttosto disarmonica. L'esasperato e continuo accanimento contro gli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stati Uniti&lt;/span&gt; e la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chiesa Cattolica&lt;/span&gt; alla fine, rischia, a mio avviso, di divenire fastidioso anche per quei lettori che condividono grossomodo le posizioni dell'autore ma che, verosimilmente, preferirebbero attingere alla sua preparazione scientifica di prim'ordine soprattutto per apprendere concetti puramente scientifici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune affermazioni appaiono superficiali, fini a se stesse e gratuite, talvolta alla ricerca della pura battuta a effetto e fortemente a rischio di entrare in contraddizione tra loro; come, ad esempio: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"la sacralità deve essere cercata nella natura e nell'uomo"&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"l'unico essere per il quale l'aggettivo divino è appropriato è il numero"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti articoletti condividono lo stesso finale: ad esempio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Formule e sibilline"&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Zero e così sia"&lt;/span&gt; condividono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Chi ha orecchie per intendere intenda"&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Alla Corte dei Miracoli"&lt;/span&gt; propone il simile &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Chi ha cervello per risvegliarsi si risvegli"&lt;/span&gt;, la qual cosa comunica sciatteria e pressappochismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia opinione è che il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;commendator Piergiorgio&lt;/span&gt; alzi i toni molto più di quanto sia consigliabile nella speranza che, facendo quanto più rumore possibile, il messaggio (che pur comprende, per esempio, più condivisibile propaganda ambientalista o anticreazionista) raggiunga quante più persone possibile. D'altro canto, valutata la facilità con cui rimane spesso coinvolto nelle più disparate polemiche, non mi sentirei però di escludere che invece l'autore sia realmente un integralista della logica e della razionalità, convinto che l'uomo debba essere al servizio della scienza e della tecnica e non viceversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In definitiva, questo è un libro che si può anche leggere (meglio se accigliandosi, bofonchiando e scuotendo la testa per buona parte del tempo).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-8120907369426883529?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/8120907369426883529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=8120907369426883529&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/8120907369426883529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/8120907369426883529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/05/il-matematico-impertinente.html' title='Il Matematico Impertinente'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SDLte19VdlI/AAAAAAAAAEY/PCheh4mkQ6Y/s72-c/IMI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-6728200322127755790</id><published>2008-05-15T10:10:00.008+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:35.423+01:00</updated><title type='text'>Amici loro. Atto terzo.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SCvwC19VdcI/AAAAAAAAADQ/zB4wo5c8fH0/s1600-h/T.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SCvwC19VdcI/AAAAAAAAADQ/zB4wo5c8fH0/s400/T.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200514126364112322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il signor &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Daoud Hari&lt;/span&gt;, benestante gentiluomo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Baltimora&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Maryland, U.S.A.&lt;/span&gt;) ma originario del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Darfur&lt;/span&gt;, ha recentemente pubblicato un libro sulle disgrazie e le miserie della sua gente (quella del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Darfur&lt;/span&gt;, beninteso) che, sulla scia dei vari "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Cacciatore di Aquiloni&lt;/span&gt;" e "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mille Splendidi Soli&lt;/span&gt;" è stato prontamente recepito da un mercato favorevole ed è divenuto un best seller. Si chiama "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Translator&lt;/span&gt;". Se ne osservi la copertina, qui sulla sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il signor &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Daoud&lt;/span&gt; asserisce di essere stato egli stesso vittima di torture e sevizie in quanto, ahimé, casualmente rientrato in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Darfur&lt;/span&gt; proprio poco prima che i disordini avessero inizio e in seguito fatto prigioniero e successivamente liberato. Magari la cosa è addirittura vera, quindi non mi avventuro in ipotesi ed illazioni varie e voglio fidarmi ciecamente dell'uomo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Baltimora&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Maryland, U.S.A.&lt;/span&gt;), come, sono sicuro, farà chiunque altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La casa editrice italiana che già in passato aveva pubblicato i libri di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hosseini&lt;/span&gt;, ha deciso di pubblicare in Italia l'opera di Daoud Hari con il titolo di "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Traduttore del Silenzio&lt;/span&gt;" (meglio assonante con "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Cacciatore di Aquiloni&lt;/span&gt;") e, non sorprendentemente, di snaturarne la copertina in quella che si può vedere qui sotto a destra, a fianco delle copertine dei libri di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hosseini&lt;/span&gt;. La somiglianza (specialmente tra &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mille Splendidi Soli&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Traduttore del Silenzio&lt;/span&gt;) è davvero imbarazzante così come la semplice ma furba mossa di marketing. Sembra proprio voler dire che chi ha già apprezzato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hosseini&lt;/span&gt; non può fare a meno di leggere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hari&lt;/span&gt;. Non è difficile prevedere come molti ci cadranno dentro con tutte le scarpe. Nel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carrefour&lt;/span&gt; della mia città li si possono trovare tutti e tre in bella mostra, allineati per bene proprio come si vede qui sotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SCwZhl9VdkI/AAAAAAAAAEQ/ux-O7Bj_dls/s1600-h/ALA3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SCwZhl9VdkI/AAAAAAAAAEQ/ux-O7Bj_dls/s400/ALA3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200559734621828674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Solo un paio di mesi fa, &lt;a href="http://infnormale.blogspot.com/2008/03/il-cacciatore-di-verdoni.html"&gt;qui&lt;/a&gt; un blogger tosco-roman-piemontese si chiedeva, a mo' di domanda puramente retorica: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dove le case editrici americane, speculando sulle miserie dell'Afghanistan e della condizione femminile, esigono da noi 20 Euro, io dico no. È, almeno per me, una questione morale: quella è gente vera, che soffre sul serio. E per i prossimi bestseller cosa ci si deve aspettare? Curdi, Kosovo, Tibet?&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, chi ne ha voglia, può adesso festeggiare il pronto arrivo di una risposta. Né &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Curdi&lt;/span&gt;, né &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Kosovo&lt;/span&gt;, né &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tibet&lt;/span&gt;. Stavolta si usa fare soldi sul sangue del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Darfur&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-6728200322127755790?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/6728200322127755790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=6728200322127755790&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/6728200322127755790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/6728200322127755790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/05/amici-loro-atto-terzo.html' title='Amici loro. Atto terzo.'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SCvwC19VdcI/AAAAAAAAADQ/zB4wo5c8fH0/s72-c/T.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-2177702948797443852</id><published>2008-05-13T18:12:00.005+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:35.650+01:00</updated><title type='text'>Sul ricevere congratulazioni varie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SCm-ml9VdbI/AAAAAAAAADI/7Io8WOlPVv0/s1600-h/cong.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SCm-ml9VdbI/AAAAAAAAADI/7Io8WOlPVv0/s400/cong.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199896815009625522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel 2006, in Germania, si sono tenuti i XVIII campionati del mondo di calcio. In quel periodo io ero lì per lavoro e, con una decina di colleghi, ho avuto modo di assistere alle partite clou (la semifinale Germania-Italia e la finale Francia-Italia), in compagnia di tifosi tedeschi e francesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato divertente. Abbiamo assistito a Germania-Italia ad Überlingen, in piazza con qualche centinaio di tedeschi che, in massima parte ci ignoravano e, qua e là, ci sfottevano un po'. Ogni tanto cantavamo cori a sostegno della nostra squadra, e, ogni tanto, improvvisando le parole, ci univamo anche ai tedeschi nei loro cori di sfottò nei nostri riguardi, tant'è che, alla fine, alcuni ci avevano anche preso in simpatia e, in qualche modo, fraternizzavano con noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine della partita, che l'Italia vinse per due a zero, nonostante la delusione molti tedeschi si unirono a noi nei festeggiamenti, mentre decine di italiani, quasi fossero fabbricati per l'occasione, sbucavano dalle case come funghi e coloravano le strade. Non si registrò alcun incidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa cosa successe la sera della finale tra Francia e Italia, a cui assistemmo sempre ad Überlingen, ma in un pub, in compagnia di tedeschi più o meno neutrali e qualche silenzioso francese. Dopo la vittoria, molti tedeschi si unirono a noi nei festeggiamenti. Pareva quasi che cercassero italiani originali (al posto dei più comuni ma meno pregiati italo-tedeschi) affinché potessero sentirsi autorizzati a bere una birra in più o un bicchiere di prosecco in più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Perché sta festeggiando con noi?" chiesi ad una signora. "Festeggio con voi perché vado pazza per gli italiani" mi rispose. "Ma se avesse vinto la Francia?" la incalzai. "Allora avrei festeggiato con loro: vado pazza per i francesi". Che confermava un po' quello che era inevitabile realizzare (per quanto in quella specifica situazione avevo la sensazione che stesse mentendo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni buon conto, a partire dal giorno successivo alla sfida con la Germania, al lavoro, abbiamo dato vita ad una squallidissima campagna fatta di gesti escrabili e sfottò vari nei confronti dei colleghi tedeschi. Nell'azienda che ci ospitava, si potevano vedere bandiere italiane appese e fotografate ovunque: finestre, corridoi, qualche volta su noi stessi. I nostri uffici furono tappezzati di vignette e fotografie umoristiche riguardanti la manifestazione sportiva, sottolineanti il predominio della nostra squadra. Io mi sentivo a disagio e mi vergognavo moltissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I colleghi tedeschi invece assunsero atteggiamento particolarmente signorile. Ogni qualvolta incontravo qualcuno nel corridoio, magari qualcuno che non si era mai neanche degnato di rivolgermi la parola in precedenza, questi si fermava, quasi sull'attenti e di sdilinquiva in infinite serie di complimenti, apprezzamenti vari e congratulazioni per l'eccezionale prestazione. Io ero perplesso e in genere rispondevo: "Grazie, ma posso assicurarti che io non ho fatto nulla e non ho alcun merito nell'impresa".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine ne uscii con il dubbio reale che i tedeschi avessero una cultura della sconfitta (e anche della vittoria) molto migliore della nostra oppure che ci stessero prendendo in giro a bella posta, il quale dubbio mi è rimasto fino a questa notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, questa notte, ho sognato di essere impegnato a far l'amore con la bella Alba Parietti, attempata ma pur sempre gradevolissima presentatrice televisiva di buon successo. A dir la verità, non che io potessi far molto. All'atto pratico, la signora mi sbatteva da un angolo all'altro della stanza, a mo' di Mocho Vileda, disponendo del mio povero corpo a suo volere e piacimento, e mettendo in forse la mia stessa sopravvivenza, a mo' di cane Barrabas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine della seduta, dopo avermi stordito, frastornato e annichilito, la signora provvedeva a rimettersi in ordine e si sdilinquiva in infinite serie di complimenti, apprezzamenti vari e congratulazioni per l'eccezionale prestazione, al che, se solo avessi avuto la forza di parlare, avrei volentieri risposto: "Grazie, ma posso assicurarti che io non ho fatto nulla e non ho alcun merito nell'impresa".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a questo sogno (e ad un cervello sottoutilizzato che, mentre dormo, ha preso l'abitudine di spiegarmi cose elementari che non sono in grado di capire da solo), adesso finalmente posso dire di esser certo che sì, anche nel 2006 a Friedrichshafen i tedeschi mi stavano (e ci stavano) gustosamente sfottendo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-2177702948797443852?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/2177702948797443852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=2177702948797443852&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2177702948797443852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2177702948797443852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/05/sul-ricevere-congratulazioni-varie.html' title='Sul ricevere congratulazioni varie'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SCm-ml9VdbI/AAAAAAAAADI/7Io8WOlPVv0/s72-c/cong.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-8945463296491416882</id><published>2008-05-06T15:53:00.006+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:36.008+01:00</updated><title type='text'>L'Ottava Parotite</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SCBkfNkVs0I/AAAAAAAAADA/wVImrC1vljg/s1600-h/OP.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SCBkfNkVs0I/AAAAAAAAADA/wVImrC1vljg/s400/OP.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197264457366352706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;- Dottore, lei DEVE guarire mio figlio. Ci DEVE essere qualcosa che si può fare. - implorò la signora per l'ennesima volta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;- Non posso curare un bambino che è assolutamente sano e normale, signora. Le ripeto: non si ravvisa niente di anomalo, men che meno di anormale nel suo comportamento, che anzi, le devo dire, è del tutto ordinario anche alla sua età, quindi si rassegni. E lo lasci in pace. - Replicò il medico, e mia madre non potè far altro che rivestirmi e trascinarmi via dall'ambulatorio, malamente, tirandomi per un braccio, come farebbe qualcuno che si rende conto di avere in mano un prodotto difettoso che il venditore si rifiuta di sostituire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;È il mio primo ricordo. Avevo tre anni e ricordo ogni particolare della sala d'aspetto, dello studio del medico e di quanto mi sentissi in imbarazzo ad assistere, nudo sul lettino, alla conversazione dei due, perché uno dei primi concetti che mia madre mi aveva già inculcato era che la nudità fosse, in ogni caso, una brutta cosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Comunque, mia madre (da sempre convinta che l'impulso sessuale fosse totalmente degradante nella donna ma anche inopportuno nell'uomo), trovò inaccettabile il consiglio del medico e decise di voler rigorosamente combattere l'istinto impudico a toccarsi di quel mostriciattolo poco più che neonato che un destino malevolo le aveva piazzato in casa per figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Prese l'abitudine ad affacciarsi a tradimento dalla porta della mia camera chiedendomi continuamente cosa stessi facendo ed intimandomi di smettere. Spesso si lamentava con le sue amiche di quanto fosse stata sfortunata nella maternità e queste amiche (ragazze che spesso avevano poco più di vent'anni), trovavano la cosa tanto curiosa da chiedere a mia madre il permesso di poter assistere ad uno dei numeri di questo fenomeno da circo, di solito fingendo di compatirla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Così spesso succedeva che dalla porta della mia camera si affacciassero, mio malgrado, più persone e che mi trovassi, fin quando non me ne accorgevo, a dar spettacolini erotici per tutta una serie di ragazzine divertite che tentavano di trattenere crisi di riso, spesso senza neanche riuscirci, alla faccia di mia madre e della sua tragedia personale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come si può ben capire, io continuavo ad accumulare traumi su traumi, a partire dal dover rilevare come mia madre, anziché amarmi, mi ritenesse una specie di mostro, per continuare con la rabbia che mi prendeva quando mi rendevo conto che mia madre introduceva gruppi di persone a spiare la mia privacy e che questi ridevano bellamente alle mie richieste di andarsene fuori dalle scatole. Avevo tre o quattro anni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quando ebbi raggiunto l'età di cinque anni, mia madre giudicò il momento adatto a giocarsi la carta religione e mi spiegò di come Gesù fosse contrario alle mie pratiche ricreative e di come la mia condotta Lo facesse letteralmente piangere. La cosa mi parve meritevole di analisi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nella mia mente di bambino, iniziai a fare delle lunghe chiacchierate con Gesù, durante le quali mi era molto chiaro di come a Lui in realtà non gliene fregasse assolutamente niente di quanto io facessi e di come mia madre fosse una donna dalle affermazioni poco affidabili, dalla cui influenza affrancarmi quanto prima, allo scopo di poter avere una educazione equilibrata e soddisfacente. Fortunatamente, già da un paio d'anni avevo autonomamente imparato a leggere e far di conto e, in questo senso, avevo potuto iniziare un programma di apprendimento che esulasse in toto dall'influenza della mia genitrice. Avevo, come detto, cinque anni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;All'età di sette anni, una sera mia nonna (spero totalmente a digiuno di tutto il pregresso), entrò a sproposito nella mia camera e mi trovò accaldato e rosso in volto. Nonostante le mie ripetute rassicurazioni, si convinse che io stessi male, mi contò le pulsazioni e volle assolutamente che io fossi portato in ospedale. Chiaramente i medici si grattarono un po' il coppino e non riuscirono a riscontrarmi alcunché di anomalo. Sotto la pressione dei miei genitori, mi trattennero per accertamenti addirittura per una intera settimana, al termine della quale fui dimesso con la diagnosi, secondo me un po' tirata a caso, di parotite (volgarmente detta "orecchioni").&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Io avevo già avuto la parotite, ma si disse che quella era stata una ricaduta e tutti furono contenti. All'età di sette anni, come detto, ho avuto gli orecchioni per la seconda volta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Adesso ho quattordici anni e finalmente non mi tocco più. Da due anni sono fidanzato con una di quelle amiche di mia madre che venivano a guardarmi di nascosto dalla porta della mia camera, ma non lo si può far sapere in giro, per via di quelle curiose leggi sulla pedofilia. Lei aveva un marito ma, adesso, è separata, è un'amante molto brava, e quando non sto con lei, non ho mai voglia di toccarmi. Penso che quella sia roba da bambini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Però qualche volta, mentre vado in giro, vedo delle donne che assomigliano a mia madre o a mia nonna e sento la voce di Gesù che mi dice di toccarmi così che quelle signore possano capire che a Lui non dispiace. Allora io mi spoglio, mi tocco e, quando sento Gesù che ride, urlo forte alle signore: - Lo senti che non piange? Lo senti che sta ridendo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quasi sempre le signore si divertono e si mettono a ridere, ma qualche volta scappano, urlano o chiamano i carabinieri che mi portano sempre all'ospedale. Quando parlo con i medici, dico sempre che ho la parotite, e quelli mi fanno uscire subito. Ho già fatto gli orecchioni sette volte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Due giorni fa, Gesù mi ha detto che, se solo mia madre fosse stata lì in Paradiso, Lui le avrebbe fatto comprendere bene che io non l'ho mai fatto piangere e lei mi avrebbe voluto bene come fanno le mamme normali con i bambini normali. Così ho preso un coltello e le ho aperto la gola, come ho visto fare in televisione qualche volta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ci ha messo un po', ma alla fine è morta e ha sporcato di sangue tutto il divano e il tappeto buono, cosa per la quale spero che Gesù non la rimproveri troppo. Quando i carabinieri sono venuti a prendermi e ho raccontato tutto, mi hanno portato di nuovo in ospedale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quando vedrò il dottore, gli dirò che ho la parotite (per l'ottava volta!), e finalmente mi faranno uscire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;(Dedicato alla memoria di Maria G. 24/04/1978 - 24/10/2008)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-8945463296491416882?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/8945463296491416882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=8945463296491416882&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/8945463296491416882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/8945463296491416882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/05/lottava-parotite.html' title='L&apos;Ottava Parotite'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SCBkfNkVs0I/AAAAAAAAADA/wVImrC1vljg/s72-c/OP.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-8955215315317748834</id><published>2008-04-25T17:05:00.008+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:36.362+01:00</updated><title type='text'>Operette Morali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SBH1-9kVsvI/AAAAAAAAACY/WDpAg0PObu4/s1600-h/OM.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193202307362566898" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SBH1-9kVsvI/AAAAAAAAACY/WDpAg0PObu4/s400/OM.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Secondo uno dei princìpi più cari alla cosiddetta &lt;em&gt;'filosofia pratica&lt;/em&gt;' di &lt;em&gt;Giacomo Leopardi&lt;/em&gt;, il senso della vita sta nella ricerca della felicità, la quale equivale alla ricerca del piacere (o addirittura, la felicità coincide tout court con il piacere medesimo). Ma, il piacere non può, per forza di cose, essere assoluto e infinito, ovvero non può essere né eterno (infinito nel tempo), né illimitato in estensione (infinito in intensità).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Conseguentemente, al raggiungimento del piacere, ci si rende conto di come questo sia insufficiente a conferire la felicità assoluta e di come, a seguire, questo non possa che tradursi, per passi successivi, in senso di insoddisfazione, assenza di piacere e quindi, in definitiva, di infelicità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Conclusione: dato che il senso della vita risiede nella ricerca della felicità, e questa è destinata a condurre solo a delusione e infelicità, la vita è indegna di essere vissuta e, in generale, l'assenza di vita è sempre preferibile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dopo aver sviscerato ed elaborato questo semplice concetto in una collezione di una cinquantina tra brevi dialoghi e una sorta di monologhi, &lt;em&gt;Giacomo&lt;/em&gt; si è ritrovato in mano una consistente ed organica raccolta a cui egli ha dato il nome di &lt;em&gt;Operette Morali&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ad una prima e superficiale analisi appare evidente come sia sufficiente non concordare con l'autore sul punto accennato in apertura (il che è piuttosto probabile), perchè l'opera intera rischi di apparire come 380 pagine di ripetitive elucubrazioni prive di senso, come testimoniato benissimo dal tanto noto quanto a me inviso critico &lt;em&gt;Francesco De Sanctis&lt;/em&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"&lt;em&gt;Leopardi&lt;/em&gt; produce l'effetto contrario a quello che si propone. Non crede al progresso e te lo fa desiderare; non crede alla libertà, e te la fa amare. Chiama illusioni l'amore la gloria, la virtù, e te ne accende in petto un desiderio inesausto... e mentre chiama larva ed errore tutta la vita, non sai come, ti senti stringere più saldamente a tutto ciò che nella vita è nobile e grande."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L'effetto è tanto più fastidioso in quanto scientemente ricercato. &lt;em&gt;Giacomo&lt;/em&gt; non strizza mai l'occhio al lettore: nell'esporre il suo pensiero non cerca mai di proporre positivamente le sue idee al prossimo per farlo saltare sul carro degli illuminati. Al contrario il suo atteggiamento è sempre quello di chi sembra voler tenere bene in ordine il solco che scava tra lui e l'umanità tutta, nessuno escluso: "Voi, tutti voi, la pensate in un certo modo. Io, solo io, la penso in modo differente. Perchè io, solo io, sono Leopardi e voi, tutti voi, siete un branco di &lt;em&gt;'coglioni'&lt;/em&gt;". L'effetto è particolarmente evidente nei dialoghi tra la &lt;em&gt;Natura&lt;/em&gt; e un &lt;em&gt;Anima&lt;/em&gt;, tra la &lt;em&gt;Natura&lt;/em&gt; e un &lt;em&gt;Islandese&lt;/em&gt; e tra &lt;em&gt;Galantuomo&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Mondo&lt;/em&gt;, nell'ultimo dei quali, per l'appunto, l'autore si dà esplicitamente del '&lt;em&gt;coglione&lt;/em&gt;' (per quanto tra parentesi e in una stesura ancora da ultimare), sottintendendo chiaramente, a mio avviso, che '&lt;em&gt;coglione&lt;/em&gt;' è invece chiunque altro, lettore compreso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Tuttavia non si può fare a meno di rimanere impressionati favorevolmente dall'opera, come ben sintetizzato da un altro critico, &lt;em&gt;Saverio Orlando&lt;/em&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"Se il credo negativo delle &lt;em&gt;Operette Morali&lt;/em&gt; ha spesso urtato lettori non insensibili ed ha trovato illustri detrattori (&lt;em&gt;De Sanctis&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Croce&lt;/em&gt;, ad esempio), concorde è stato il giudizio positivo sullo stile, anche da parte di letterati tutt'altro che benevoli con &lt;em&gt;Leopardi&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Manzoni&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Tommaseo&lt;/em&gt;). Una simile impostazione critica si avverte ancora in alcuni saggi di studiosi del novecento, i quali tendono a valorizzare la squisitezza formale della prosa leopardiana, tacendone i concreti presupposti ideologici, quasi si trattasse di un pretesto per estenuate esercitazioni retoriche."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Non avrei saputo dirlo meglio. Significa che, è vero, &lt;em&gt;Giacomo&lt;/em&gt; avrà pure scritto 380 pagine di sciocchezze mascherate da trattato filosofico, la cosa è indubbia. Ma è il '&lt;em&gt;come&lt;/em&gt;' le ha scritte che, almeno in questo caso, è importante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La prosa di &lt;em&gt;Giacomo&lt;/em&gt; è di una perfezione che val la pena godere e davanti la quale non si può fare a meno di prostrarsi. La valanga di dottissime citazioni che arricchiscono e infiorettano le &lt;em&gt;Operette&lt;/em&gt;, testimoniano un'erudizione che non può mancare di affascinare. Si è portati a dire con convinzione che, in casi come questo, la qualità del contenuto (della polpa) dell'opera, diventa secondaria di fronte a tanto efficace esercizio di stile, di fronte a tale subdolamente prepotente dimostrazione di abilità. Il lettore rischia, per l'appunto, seriamente di sentirsi un '&lt;em&gt;coglione&lt;/em&gt;'.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ovviamente, si può obiettare che, forse inopportunamente, la cultura classica rappresenta in mano all'autore non un mezzo per intrattenere, non un bene da mettere in condivisione o a cui si invita a votarsi, ma piuttosto un'arma con la quale annichilire il lettore e in sostanza offenderne l'intelletto e l'essenza interiore. E tale obiezione appare del tutto inevitabile: nelle &lt;em&gt;Operette Morali&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Giacomo&lt;/em&gt; fa spreco di un talento smisurato e di una preparazione che a distanza di due secoli è ormai divenuta proverbiale, costringendo l'uno e l'altra in schemi troppo rigidi (limitati da argomentazioni claustrofobiche tutte gelosamente proprie dell'autore) e dal sapore, a volte, del corto circuito cerebrale, forse addirittura artificiale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Tutto sommato godibile. Moderatamente consigliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-8955215315317748834?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/8955215315317748834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=8955215315317748834&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/8955215315317748834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/8955215315317748834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/04/operette-morali.html' title='Operette Morali'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SBH1-9kVsvI/AAAAAAAAACY/WDpAg0PObu4/s72-c/OM.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-5922427119753832336</id><published>2008-04-15T15:44:00.003+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:36.534+01:00</updated><title type='text'>Riceviamo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SASxnM3DHkI/AAAAAAAAACI/ZXCAMi1Im5M/s1600-h/Piangere.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189467957662785090" style="FLOAT: right; MARGIN: 0pt 0pt 10px 10px; CURSOR: pointer" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SASxnM3DHkI/AAAAAAAAACI/ZXCAMi1Im5M/s400/Piangere.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Riceviamo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;(e volentieri pubblichiamo),&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;dalla tanto gentile e onesta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;compagna mia,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;come parte integrante&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;del consueto sms&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;di insulti coniugali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;d'ordinanza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;onde siccome suole ella&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;quotidiano dono mi rinnovella,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;una chiosa particolarmente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;a me (poco) cara:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;"E infine,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;sai che ti dico?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Stasera vado a vedere il film&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;'Il Cacciatore di Aquiloni'".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ecco,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;confesso,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;non riesco a farmi vaso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;capiente a bastanza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;da contenere l'entusiasmo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ecco,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;oserei dire,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;che mi contengo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;proprio a fatica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il giorno seguente,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;in sciagurata assenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;di una reazione mia qualsivoglia,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;si è poi affettuosamente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;sincerata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;di mettermi al corrente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;di altri dettagli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;essenziali:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;"Ho visto il Cacciatore di Aquiloni,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;non sai quanto ho pianto".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Non lo so,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;ma lo immagino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Inoltre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;a ben pensare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;(e neanche troppo),&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;viene da piangere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;anche a me.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ah! quanto mi vincono,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;questi suoi dispettucci&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;dell'amore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quanto mi toccano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;il cuore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;gli adolescenziali e femminei&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;artifizi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;che ingegnosamente architetta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;per richiamare,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;del suo uomo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;la (matura e virile)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;attenzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Infatti penso già di omaggiarla,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;quando sarò tornato a casa,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;mettendo su&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;di Sandy Marton e Den Harrow,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;l'opera discografica omnia,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;a volume 11,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;per tutto il santo giorno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E, per meglio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;i miei sentimenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;palesarle,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;ogni tre canzoni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;intermezzerò&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;con i Napalm Death.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-5922427119753832336?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/5922427119753832336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=5922427119753832336&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/5922427119753832336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/5922427119753832336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/04/riceviamo.html' title='Riceviamo'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/SASxnM3DHkI/AAAAAAAAACI/ZXCAMi1Im5M/s72-c/Piangere.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-514364972306262755</id><published>2008-04-03T10:03:00.001+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:36.858+01:00</updated><title type='text'>Paesi (proprio) Bassi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R_SPiDYkYSI/AAAAAAAAACA/AUxPMqBvbPc/s1600-h/Highway.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R_SPiDYkYSI/AAAAAAAAACA/AUxPMqBvbPc/s400/Highway.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184926886196961570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Tira vento. Sempre. Forte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Piove, smette, ricomincia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Molti vanno in bici,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;arrivano in ufficio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;fradici,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;e non gliene frega niente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Gli altri,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;(colonnine autovelox,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;quante pietre miliari)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;formano cortei funebri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;interminabili,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;che celebrano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;il trionfo della morte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;di questo cazzo di cielo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;grigio,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;in quotidiana putrefazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-514364972306262755?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/514364972306262755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=514364972306262755&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/514364972306262755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/514364972306262755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/04/paesi-proprio-bassi.html' title='Paesi (proprio) Bassi'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R_SPiDYkYSI/AAAAAAAAACA/AUxPMqBvbPc/s72-c/Highway.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-6946146966255043516</id><published>2008-03-30T20:27:00.006+02:00</published><updated>2008-12-11T21:45:37.715+01:00</updated><title type='text'>Il Cacciatore di Verdoni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R-_cFTYkYRI/AAAAAAAAAB4/BLx7ZOtPO1Q/s1600-h/aq.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R-_cFTYkYRI/AAAAAAAAAB4/BLx7ZOtPO1Q/s400/aq.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183603679787507986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Qualche tempo fa, tornando a casa dal lavoro verso le quattro del mattino, trovai, nel mio letto, mia moglie dormiente e, sul mio comodino, una copia de "Il Cacciatore di Aquiloni" di tale Khaled Hosseini. Se mai un libro può essere giudicato dalla copertina, quello lo era. Edizione di stralusso, prezzo improponibile e, cosa che più attrasse la mia attenzione, una bella fascetta che recava la scritta: "Un libro indimenticabile, emozionante come pochi" a firma Isabel Allende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Se piace alla Isabel" mi dissi "sarà una sequenza maniacale di stupri e altre violenze accessorie", e lo aprii per dare una controllata. Hosseini scrive in modo godibilissimo e la lettura scorre piacevolmente. Qua e là mi trovai a dover ammettere che io stesso, nei miei giorni di minore ispirazione, faticherei a far di meglio. Non richiusi il libro finché non ebbi terminato di leggerlo per intero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia narrata nel libro ruota intorno ad uno stupro, che avviene praticamente in apertura della storia. Uno stupro esercitato su un maschio. Un maschio giovinetto, praticamente un bambino, di nome Hassan. Esercitato da altri giovinetti, praticamente anche loro dei bambini. L'esecutore materiale dello stupro, che si svolge in Afghanistan è però un tedeschino. Un tedeschino biondo e neonazista, di nome Assef.&lt;br /&gt;Francamente, mai letto niente di così forzato e poco realistico (compresa buona parte delle tonnellate di fantascienza che mi sono sciroppato). Nessuna sorpresa che la Isabel lo trovi entusiasmante: dovessi compiacerla, o anche solo prenderla in giro, io scriverei proprio una storia di questo tenore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella parte centrale del libro c'è un brusco cambio di ambientazione, che mal si sopporta. In seguito all'invasione sovietica del suo paese, il fratellastro di Hassan, di nome Amir, emigra in America, si crea una famiglia e diventa un famoso scrittore. L'Afghanistan cade poi in mano ai talebani.&lt;br /&gt;In questa parte si affermano tre princìpi:&lt;br /&gt;1) La grande società americana accetta e integra i profughi e ne fa dei perfetti americani. Amir mostra la sua gratitudine, si prostra e tesse le lodi dell'American Way Of Life.&lt;br /&gt;2) L'invasione sovietica dell'Afghanistan è stata un'occupazione militare di stampo imperialista. La missione americana in Afghanistan è invece un intervento disinteressato che mira e restituire al popolo la libertà dagli oppressori talebani. Amir mostra la sua gratitudine, si prostra e tesse le lodi dell'American Way Of Life.&lt;br /&gt;3) Il profugo Amir, giunto in America già grandicello, ha comunque la possibilità di completare la sua formazione scolastica, essere mentalmente occidentalizzato e vedere realizzato il suo personale American Dream, diventando uno scrittore di successo. Amir mostra la sua gratitudine, si prostra e tesse le lodi dell'American Way Of Life.&lt;br /&gt;Questa stucchevole parte termina con la convocazione di Amir in Afghanistan per aiutare suo fratello Hassan. Amir, che aveva assistito allo stupro senza avere il coraggio di intervenire, parte per tentare di liberarsi dal senso di colpa. Di nuovo, brusco cambio di ambientazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terza parte iperdelirante e hollywoodianamente cinematografica. Non è Hassan ad aver bisogno di aiuto, ma il di lui figlio Sohrab. Hassan è effettivamente morto e Sohrab viene utilizzato come oggetto di piacere sessuale dal capo dei talebani.&lt;br /&gt;Il crudelissimo capo dei talebani è, manco a dirlo, Assef, il tedeschino biondo, già autore dello stupro di Hassan, e che adesso, tossicodipendente, si è compiaciuto di accaparrarsene il figlio per il proprio piacere quotidiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Completamente disgustato, io ormai ero dell'umore adatto ad accettare qualunque cosa. Anche il capo talebano biondo, tedesco, neonazista e tossicodipendente. Anche l'ingresso di Rambo, se a Hosseini fosse parso necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque Amir rintraccia entrambi ed affronta Assef in un duello potenzialmente mortale. Quando Amir sta per essere ucciso da Assef, il piccolo Sohrab estrae una fionda, piazza una biglia in un occhio del talebano e fugge in America con lo zio. Happy ending.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mio avviso questa robaccia è improponibile e adatta forse solamente ad un pubblico di lettori inesperti, meglio se dalla lacrima facile, meglio ancora se fan dei Tokyo Hotel. Non ho dubbi che Hosseini ne sia perfettamente conscio, così come la sua casa editrice. Non ho altre spiegazioni che pensare che la pubblicazione sia conseguente ad una attenta analisi e strategia di marketing. Il Cacciatore di Fresconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove "La Casa degli Spiriti" citava a sproposito la dittatura di Pinochet e la questione femminile per nobilitare un libro mediocre, "Il Cacciatore di Aquiloni" va oltre e tira dentro l'invasione sovietica, la dittatura talebana, la violenza sui bambini e molta stantìa propaganda dell'American Way Of Life.&lt;br /&gt;C'è dentro tutto quanto necessario per vendere milioni di copie. Sei milioni solo in America, fino ad adesso. C'è dentro tutto quanto necessario per trarne un film da sbancare i botteghini, in uscita giusto in questi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono le premesse perché Hosseini riesca ancora a racimolare altri soldi facili. Infatti ha pubblicato, nel 2007, "Mille Splendidi Soli", ancora sulle miserie dell'Afghanistan e sulle difficili condizioni di vita della donna nella società afghana. Lo si può trovare per esempio, letteralmente a pacchi, nei principali supermercati. Diritti cinematografici già piazzati alla Columbia Pictures.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie, ma me ne tengo fuori. Se contano di venderne anche a gente come me, molte copie di "Mille Splendidi Soli" resteranno per un bel pezzo a languire lì, vicino alle zucchine e al cavolo cappuccio. A 37 anni, con migliaia di bei libri ancora da leggere, non mi faccio più fregare (così facilmente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove le case editrici americane, speculando sulle miserie dell'Afghanistan e della condizione femminile, esigono da noi 20 Euro, io dico no. È, almeno per me, una questione morale: quella è gente vera, che soffre sul serio. E per i prossimi bestseller cosa ci si deve aspettare? Curdi, Kosovo, Tibet?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-6946146966255043516?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/6946146966255043516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=6946146966255043516&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/6946146966255043516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/6946146966255043516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/03/il-cacciatore-di-verdoni.html' title='Il Cacciatore di Verdoni'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R-_cFTYkYRI/AAAAAAAAAB4/BLx7ZOtPO1Q/s72-c/aq.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-6931387907392607939</id><published>2008-03-27T01:35:00.011+01:00</published><updated>2008-12-11T21:45:37.904+01:00</updated><title type='text'>Pasqua (con chi c'è)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R-rsCDYkYLI/AAAAAAAAABM/7jHWROLjfwk/s1600-h/BB.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R-rsCDYkYLI/AAAAAAAAABM/7jHWROLjfwk/s400/BB.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182213841255424178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Per questo weekend pasquale era mia intenzione quella di riposare in famiglia (secondo necessità) senza fare un granché di particolare. Come unico stravizio avevo in programma, sabato sera, di assistere al concerto dei prog/thrashers livornesi &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic; font-family: verdana;" href="http://www.eldritchweb.com/"&gt;Eldritch&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;. Così ho fatto. È stato veramente un gran bel concerto, dal quale sarà tratto un dvd in cui sarà verosimilmente possibile vedermi corna al vento in pieno &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Headbanging"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;headbanging&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; al fianco nientemeno che di Fabio Lione dei &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" href="http://www.rhapsodyoffire.com/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rhapsody of Fire&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;. Anche per quest'anno, fortunatamente, questo Peter Pan non cresce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Gradita sorpresa, il mio carismatico cugino &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Venerino&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; si è presentato a farmi visita per un paio di giorni, insieme con la sempre simpaticissima e deliziosa moglie &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Cristina&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; e il figlio diciottenne &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Luca&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;. Conoscevo bene i coniugi, la cui compagnia è quanto di meglio si possa desiderare. Sono rimasto completamente conquistato dal ragazzo, che non vedevo da qualche anno ed ha maturato mille piccoli talenti, un'intelligenza superiore alla media e un carattere piacevolmente riflessivo ma non introverso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Altra gradita sorpresa, il mio fraterno amico &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Gabriele&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; ha condotto verso i miei lidi i suoi ospiti portoghesi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Filipe&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; (suo caro amico che già avevo avuto modo di conoscere e apprezzare in Olanda), &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Joao&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Ana&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; affinché io potessi far loro da guida nella visita della mia città. È stata un'altra bella giornata e la compagnia dei quattro è stata di nuovo gradevolissima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Tra tutti i protagonisti del mio eccellente weekend, solo uno càpita silenziosamente qui ogni tanto, ma, idealmente, vorrei ringraziarli e abbracciarli comunque tutti, per avermi caricato e ritemprato ben bene, pronto per sfoggiare in giro il sorriso di rappresentanza e trascinare al meglio le mie quattro ossa per i Paesi Bassi nei giorni a venire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-6931387907392607939?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/6931387907392607939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=6931387907392607939&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/6931387907392607939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/6931387907392607939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/03/pasqua-con-chi-c.html' title='Pasqua (con chi c&apos;è)'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R-rsCDYkYLI/AAAAAAAAABM/7jHWROLjfwk/s72-c/BB.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-279317926866385085</id><published>2008-03-18T01:20:00.008+01:00</published><updated>2008-12-11T21:45:38.070+01:00</updated><title type='text'>L'Argine del Fiume (fuori dalla Finestra)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R98LGgAf61I/AAAAAAAAABE/Ku8MXv6TV5o/s1600-h/Finestra.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R98LGgAf61I/AAAAAAAAABE/Ku8MXv6TV5o/s400/Finestra.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178870302798506834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:100%;"&gt;Essendo un tipo particolarmente metodico, ho trascorso l'adolescenza e parte della gioventù costruendomi giorno per giorno una vita che mi piacesse e mi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:100%;" &gt;soddisfacesse in ogni singolo dettaglio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Curiosamente però, a partire dal febbraio del 1995, un qualche ente a me superiore ha iniziato una opera altrettanto &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;meticolosa tesa a distruggere sistematicamente quanto da me faticosamente costruito nel corso degli anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;All'inizio, mettere una toppa qua e là è stato anche divertente. Dopo un po' però, la cosa ha cominciato a divenire via via più seccante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per farla breve, a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;marzo del 1996, dopo 13 mesi di coincidenze al limite del credibile e ben oltre il limite del sopportabile anche per chi, come me, aveva una volontà e una &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;determinazione di ferro, decisi di arrendermi all'evidenza della rovina totale e smetterla di dibattermi inutilmente nelle sabbie mobili in cui ero &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;affondato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Convocai i miei genitori e annunciai loro la mia intenzione di non fare più un accidente da mane a sera per il resto della mia esistenza, tanto nel campo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;professionale, tanto nel campo puramente ricreativo, tanto in quello delle relazioni interpersonali. Succedesse quel che succedesse.&lt;br /&gt;La gravità del mio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; annuncio fu forse un po' sottovalutata e io riorganizzai la mia sopravvivenza quotidiana nel modo che vado a esporre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Mi alzavo dal letto tra le undici e le tredici e trenta. Non mi sbarbavo, non mi sciacquavo il viso, non mi toglievo il pigiama, non uscivo dalla mia camera.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; Accendevo il computer, che tenevo ai piedi del letto e giocavo a Championship Manager fino alle due di notte, quindi tornavo a dormire. Ogni tanto arrancavo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;fino alla sala da pranzo per condividere il desco con gli altri familiari. Altre volte declinavo e non uscivo dalla camera da letto per l'intera giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Spesso passavo interi minuti guardando stancamente fuori dalla finestra e studiando ogni dettaglio dell'argine del fiume che da lì si vedeva benissimo, con &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;sguardo annoiato e imperturbabile e senza sentire niente di quello che mi si andava dicendo. Dietro l'argine il fiume scorreva, anche se io non riuscivo a vederlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Dopo sei mesi e un giorno, mio padre mi disse di aver parlato con uno psicologo, il cui parere era che, in una situazione simile alla mia si potessero &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;concedere sei mesi per rimettersi in sesto, dopodiché il soggetto doveva essere considerato affetto da una qualche patologia. Conseguentemente il tempo in &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;cui mi era permesso piangermi addosso gratuitamente doveva considerarsi scaduto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Ignorai queste argomentazioni per altri quattro mesi, durante i quali, quotidianamente, mio padre continuava a propormi di andare io stesso a confrontarmi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;con uno psicologo e mia madre, quando non aveva altro da fare, si appartava in qualche angolo della casa e piangeva un po'.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Quando mi venivano a parlare, io passavo interi minuti guardando stancamente fuori dalla finestra e studiando ogni dettaglio dell'argine del fiume che da lì &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;si vedeva benissimo, con sguardo annoiato e imperturbabile e senza sentire niente di quello che mi si andava dicendo. Dietro l'argine il fiume scorreva, anche se io non riuscivo a vederlo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Comunque, alla fine mi feci convincere, e pagai una visita allo psicologo della mutua. Mi pareva una buona idea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Avevo davanti agli occhi l'idea progressista e illuminata dello psicologo come quella del professionista che ti aiuta a fare un'analisi della tua personalità &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;e ti permette di smussarne le spigolature e diventare una persona migliore ed ero piuttosto incuriosito. Ero sicuro di incontrare, nella sala d'aspetto del &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;medico, un gruppetto di distinti pazienti soltanto un briciolino stressati e alla ricerca di un po' di sollievo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Nel mondo reale, i pazienti dello psicologo della mutua erano una ballotta di pazzi furiosi e dall'aria pericolosa, la cui compagnia risvegliò in me &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;l'immediato istinto di mettermi al riparo e fuggire quanto prima. A peggioramento della situazione, scoprii di conoscere alcuni degli infermieri e degli &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;inservienti che entravano e uscivano continuamente dalla sala d'aspetto, i quali, vedendomi seduto in mezzo al gruppo dei derelitti, mi lanciavano sguardi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;addolorati e compassionevoli. Ogni tanto, qualcuno veniva da me e mi parlava con lo stesso tono con cui ci si rivolge ai bambini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Quando mi venivano a parlare, io passavo interi minuti guardando stancamente fuori dalla finestra e studiando ogni dettaglio dell'argine del fiume che da lì &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;si vedeva benissimo, con sguardo annoiato e imperturbabile e senza sentire niente di quello che mi si andava dicendo. Dietro l'argine il fiume scorreva, anche se io non riuscivo a vederlo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Durante il primo colloquio, lo psicologo mi fece raccontare un po' di fatti miei. Nome, cognome, indirizzo, codice fiscale, data di nascita, stato di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;famiglia et similia, compilò gli estremi del mio fascicolo personale, prese qualche altro appunto e mi congedò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Durante il secondo colloquio, lo psicologo, con il mio dossier aperto davanti al naso, mi fece ripetere tutto per filo e per segno, scuotendo visibilmente il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;capo mentre raccontavo le mie cose, il che mi incuriosì non poco. Mi ordinò una terza visita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Durante la terza e la quarta visita, di nuovo, lo psicologo mi fece ripetere tutto daccapo, ancora con il dossier aperto davanti al naso, ancora scuotendo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;infastidito il capo per tutto il tempo. Tra una visita e l'altra intercorreva di solito una settimana, che io trascorrevo chiedendomi cosa, nel mio &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;comportamento, gli facesse scuotere il capo con tanta severa austerità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine della quarta visita mi disse:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; "Senta. Lei ha un problema che io francamente, non avevo mai visto e non riesco a comprendere. Apparentemente, lei non mostra alcun sintomo di comportamento &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;patologico. Si chiama Francesco B., ha 22 anni è nato a Como ed è figlio unico. Invece, continua a raccontarmi di chiamarsi in altro modo, di avere altra &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;età, una situazione familiare diversa e tutta una serie di nozioni incongruenti con la sua realtà. Questa sua ferma determinazione nel mentirmi dovrebbe &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;essere indagata e risolta."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Al che risposi: "Quand'è così, credo di poterla illuminare sul mio curioso problema. Mi ascolti bene. Il mio problema consiste nel fatto che..." feci una &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;breve pausa perché la sua attenzione si focalizzasse meglio "...nelle ultime tre sedute lei ha tenuto aperto davanti al naso il dossier personale di qualcun &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;altro."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Ma l'uomo non mi stava minimamente ascoltando, e neanche si dette pena di verificare quel che gli stavo dicendo. Guardava stancamente fuori dalla finestra e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;studiava ogni dettaglio dell'argine del fiume che da lì si vedeva benissimo, con sguardo annoiato e imperturbabile e senza sentire niente di quello che gli &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;stavo dicendo. E mi fissò un'altra seduta, che io disertai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Però il mio breve periodo di frequentazione dello strizzacervelli ebbe comunque buon successo. Decisi infatti, che, piuttosto che diventare come quello &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;stimato professionista lì, preferivo organizzarmi una vita di riserva. Magari non l'avrei trovata tanto soddisfacente come quella che avevo ormai &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;irrimediabilmente perduta, ma potevo almeno fare in modo che mio padre smettesse di vergognarsi e che mia madre smettesse di piangere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosi feci, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;effettivamente centrando entrambi gli obiettivi, che è già qualcosa. E, ultimo ma non ultimo, il fiume scorre ancora e ora, se non altro, riesco almeno a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;vederlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-279317926866385085?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/279317926866385085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=279317926866385085&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/279317926866385085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/279317926866385085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/03/largine-del-fiume-fuori-dalla-finestra.html' title='L&apos;Argine del Fiume (fuori dalla Finestra)'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R98LGgAf61I/AAAAAAAAABE/Ku8MXv6TV5o/s72-c/Finestra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-7729557486234327464</id><published>2008-03-13T16:06:00.010+01:00</published><updated>2008-12-11T21:45:38.257+01:00</updated><title type='text'>L'educazione sentimentale di... mia cuggina</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R9lDDgAf60I/AAAAAAAAAA8/1h9hfq2KEQE/s1600-h/F127.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R9lDDgAf60I/AAAAAAAAAA8/1h9hfq2KEQE/s400/F127.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177242974049790786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nel 1987, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mia cuggina&lt;/span&gt; era una quindicenne dai tanti amici tra i quali uno ella prediligeva in modo particolare. Questi, era un ragazzino poco più grande di lei, che guidava una moto da enduro e sfoggiava lunghi capelli castani che lo facevano somigliare un po' a Jesse Velazquez, un po' a Jon Bon Jovi. Le sue amiche del paesello glielo invidiavano molto, quel fidanzatino insperatamente conosciuto in montagna, e smettevano di invidiarglielo quando trovavano uno straccio di fidanzatino anche loro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mia cuggina&lt;/span&gt; amava fare lunghissime passeggiate nei boschi con questo ragazzo, accanto al quale contava seriamente da un lato di mettere un tampone di fortuna alle proprie tempeste ormonali, dall'altro di imparare tutto quanto si può imparare da un ragazzino di sedici anni e farne tesoro per necessità future.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il padre di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mia cuggina&lt;/span&gt; non vedeva per nulla di buon occhio che i due piccioncini trascorressero i pomeriggi nel bosco soli soletti. In effetti, dopo essere riuscito a trovare un ottimo partito per la figlia dodicenne, proprio non sopportava che l'altra perdesse il suo tempo con un forestiero di cui non conosceva intenzioni, casati e proprietà. Così era solito pattugliare l'intera macchia selvatica incessantemente ma infruttuosamente con la sua Fiat 127 verde, con il naso rigidamente incollato al parabrezza, perché non vedeva un accidente. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Purtroppo, per quanto tale servizio di ronda parentale fosse sostanzialmente inefficace, lungo il percorso, quando i giovani passavano davanti alla fattoria del signor Rossi, due imponenti pastori tedeschi sempre in agguato si fiondavano fuori dalla costruzione e, gioiosamente, accompagnavano puntualmente i due acerbi amanti lungo l'intera passeggiata che, talvolta, si protraeva per tutto il pomeriggio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quando si giungeva in un posto sufficientemente appartato e il ragazzino accennava goffamente a metter mano su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mia cuggina&lt;/span&gt;, i cani, senza capire granché di quanto stesse succedendo, si buttavano nella zuffa contenti matti. A rimbrottarli, quelli pensavano che tu stessi scherzando. A menarli, provateci voi, due pastori tedeschi grossi così. Bisognava sistematicamente rinunciare e, nel corso dei mesi, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mia cuggina&lt;/span&gt; si manteneva tanto candida quanto esasperata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Finché un bel dì, davanti alla fattoria del signor Rossi, i cani non si fecero vedere, e, per decenza, vi risparmio il racconto di come la ragazza si sbranò il frastornato sedicenne assai più voracemente di quanto avrebbero fatto i cani stessi. Quel di cui sono sicuro, è che quel giorno lì diede inizio al più felice capitolo della allora breve biografia di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mia cuggina&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il mistero dei cani scomparsi si chiarì poi la sera stessa, quando, arrivata a casa, suo padre le raccontò di come avesse distrutto incautamente la Fiat 127 verde travolgendo e uccidendo entrambi i magnifici pastori tedeschi del signor Rossi, mentre (a suo dire casualmente), stava passando davanti alla fattoria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Fosse stato per me, io glie l'avrei raccontato subito subito al padre (e con buona dovizia di particolari), che la cosa aveva avuto risvolti positivissimi e che poteva smettere senz'altro di crucciarsene, ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mia cuggina&lt;/span&gt;, che io sappia, preferì non farlo allora e non lo fece mai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-7729557486234327464?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/7729557486234327464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=7729557486234327464&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/7729557486234327464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/7729557486234327464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/03/leducazione-sentimentale-di-mia-cuggina.html' title='L&apos;educazione sentimentale di... mia cuggina'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R9lDDgAf60I/AAAAAAAAAA8/1h9hfq2KEQE/s72-c/F127.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-4314789600006120177</id><published>2008-03-10T12:04:00.008+01:00</published><updated>2008-12-11T21:45:38.457+01:00</updated><title type='text'>La Casa degli Spiriti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R9UWmAAf6zI/AAAAAAAAAA0/Mv9bjolKeFE/s1600-h/LCdS.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R9UWmAAf6zI/AAAAAAAAAA0/Mv9bjolKeFE/s400/LCdS.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176068188825185074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La prima cosa di cui ho dato evidenza una volta venuto al mondo è quella d'essere maschio. Mi è stato inevitabile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La dicotomia femmina-maschio è un formidabile meccanismo creato dalla natura per fare in modo che qualcuno (nel mio caso una femmina) possa trovare interessante giacerti a fianco e condividere le miserie della tua esistenza. E viceversa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Prego notare come questo sia proprio un gran bel ritrovato della natura. Non esistesse, languiremmo tutti solitari financo nei letti di morte. Come conseguenza è necessario censurare senza ritegno chiunque tenti di propagandare che uno dei due generi sia inferiore (o in qualche modo disprezzabile) e non meramente funzionale e complementare all'altro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A tal scopo, quest'oggi qui si censurano pubblicamente le idee espresse da tale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Allende, Isabel&lt;/span&gt; nel libro più sgradevole che mi sia mai capitato in mano: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Casa degli Spiriti&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nel libro l'autrice materializza il suo disprezzo per il genere maschile (genuino o studiato a tavolino per lucrare commercialmente sulle sacche di odio sessista tutt'ora resistenti) creando il personaggio di un cane, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Barrabas&lt;/span&gt;, dall'immensa mascolinità (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sic&lt;/span&gt;), ch'esso utilizza per impalare e trascinare in giro povere cagnette, fin quando non gli vengono sottratte per essere finite con un colpo di grazia (o già morte, non ho buona memoria della cosa).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L'atto dell'identificazione di tutto quanto sia maschio con la brutalità dello stupro viene magistralmente trasposto dal coraggioso paragone tra &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Barrabas&lt;/span&gt; e il personaggio di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Esteban Trueba&lt;/span&gt;, barbaro stupratore di contadinelle e incapace di respingere fremiti di eccitazione sessuale perfino all'odore del sudore della sua cavalla lanciata al galoppo. Una perfetta applicazione della proprietà transitiva &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bestia = stupratore; uomo = stupratore =&gt; uomo = bestia&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Allende&lt;/span&gt; abbina a queste figure maschili, una serie di figure femminili mai sopra le linee: pacate, riflessive e soprattutto in grado di sopportare il rapporto con gli uomini che sono loro vicini (che si riassume nello stupro, fisico o morale che sia) grazie a rassegnazione e pazienza sovraumane di cui tutte paiono dotate e alla solidarietà che sono in grado di mostrarsi l'un l'altra. E soprattutto, molte di loro vengono dipinte come dotate di poteri soprannaturali, come quelli di avvertire avvenimenti lontani o apparire alle amiche una volta morte. E, alcune volte, tale morte capita, come nel caso della piccola &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rosa&lt;/span&gt;, per aver bevuto veleno destinato al padre. Non mi dilungo su altri dettagli. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La mediocre vicenda in cui questi personaggi si muovono ricorda vagamente quella dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Buddenbrook&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Thomas Mann&lt;/span&gt; (altra idea, altra implementazione), e narra la storia di una famiglia nel corso di diverse generazioni. È anche vagamente autobiografica, essendo la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Allende&lt;/span&gt; nipote di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Salvador Allende&lt;/span&gt;, già presidente del Cile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Comunque, per qualche motivo a me incomprensibile, di questo libro si parla solo un gran bene e mia moglie un bel dì me l'ha messo in mano convinta di farmi un favore. La sua Dispensatrice Preferita di Libri Memorabili l'aveva dato a lei ed ella voleva farmi partecipe di tanta grandezza. Così mi son trovato, per più di cento pagine, a cercare un motivo per evitare di fare quanto mai da me fatto in precedenza, ovvero abbandonare a metà la lettura di un libro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ho ceduto, quando una signora incinta, prima ancora che le venga annunciata la morte dei genitori in un incidente stradale, si prepara ad uscire di casa per andare, a colpo sicuro, a recuperare la testa mozzata della madre che è rotolata da qualche parte e nessuno riesce a rinvenire. Ho mollato lì.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Comunque, la sera in cui il film tratto dal libro è stato trasmesso in tv, ho deciso di restituire amore e divertimento in cambio del fastidio ricevuto, e ho trascorso la serata seduto al fianco di mia moglie, sdrammatizzando al massimo delle mie possibilità comico-umoristiche ognuno dei gratuiti atti di violenza commessi da maschio su femmina, di cui il libro e il film sono vergognosamente pieni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ma, da una metà in poi, la storia langue un po', nel senso che le violenze cominciano a scarseggiare. Così ho iniziato a invocarle: "So che ce ne saranno ancora, oh, se ce ne saranno", con mia moglie che ridacchiava sotto i baffi con l'aria tra l'imbarazzato e il divertito. Infatti, al momento di (quasi) &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;perdere le speranze, succede che si capisce come l'autrice abbia salvato il più e il meglio per il gran finale. Poco prima dei titoli di coda c'è infatti un tripudio finale dove la protagonista viene segregata dai cattivissimi militari e stuprata da chiunque passi di lì (non escluso il fratello), restando incinta e decidendo poi di crescere amorevolmente il figlio della violenza, perchè, si sa, la donna è elemento elevato, capace di questo ed altro gesto di puro amore. Mi è parso un ineccepibile vomitevole finale per tanto distillato di squallore e mi sono trovato a compiacermi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Seriamente. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;È&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; inaccettabile che gente come questa scrittrice strumentalizzi argomenti così delicati come lo stupro e un odio sessista (che forse neanche prova) monetizzandoli a suo vantaggio e vendendo così qualche copia (fors'anche molte) in più del suo romanzo di esordio (che starebbe in piedi molto meglio non indulgesse in tali cadute di stile). &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;È&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; inaccettabile che il libro sia stato accolto come un capolavoro e mi siano state necessarie molte ore di ricerche &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;su internet per trovare un saggio non allineato che ricalchi grossomodo la mia opinione (lo trovate qui &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" href="http://irrsinn.net/essays/HotS-Barbarism.pdf"&gt;Melissa Avery, Inherent Barbarism in the Sexuality of Males in The House of the Spirits&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E per la Allende, riservo e formulo l'augurio di una vita molto, ma veramente molto più felice di quanto mostra di meritare. E, tra le altre cose, che non le vengano mai a mancare i favori di quella sessualità maschile contro la quale tanto volentieri si scaglia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-4314789600006120177?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/4314789600006120177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=4314789600006120177&amp;isPopup=true' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/4314789600006120177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/4314789600006120177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/03/la-casa-degli-spiriti.html' title='La Casa degli Spiriti'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R9UWmAAf6zI/AAAAAAAAAA0/Mv9bjolKeFE/s72-c/LCdS.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-7522472232299466430</id><published>2008-03-07T12:20:00.006+01:00</published><updated>2008-12-11T21:45:38.658+01:00</updated><title type='text'>And Your Speed Is...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R9ElGQAf6yI/AAAAAAAAAAs/E_z2Dma-JNE/s1600-h/YSI.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R9ElGQAf6yI/AAAAAAAAAAs/E_z2Dma-JNE/s400/YSI.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174958236131912482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nella serissima azienda dove lavoro, l'auto si guida con criterio. Si va piano, 30kmh, e se non si va piano per convinto rispetto della regola, si va piano per la presenza di dissuasori di velocità in pietra, trascurabili se affrontati a 10kmh, fastidiosi se affrontati a 35kmh, potenzialmente portatori di danni all'auto se affrontati più velocemente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A una manciata di metri da un dissuasore, l'azienda ha piazzato appesa ad un palo, la scritta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Your Speed Is"&lt;/span&gt; accoppiata ad un rilevatore di velocità con display, che una mattina io ho affrontato a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;42kmh&lt;/span&gt;, provocando il lampeggio impazzito di una infame lucina nascosta tra le cifre che si è manifestata virulenta, visibilmente segnalando la mia infrazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Arrivato in ufficio, temendo che mi venisse ritirato il permesso di guida all'interno dell'azienda, ho cercato conforto nei colleghi, che non han mancato di darmene. I primi intervistati mi confessarono di essere spesso passati davanti alla fotocellula a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;45kmh&lt;/span&gt;. Presto trovai un ragazzo disposto ad ammettere di passarci sempre intorno ai &lt;span style="font-style: italic;"&gt;55kmh&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Per farla breve, si instaurò una competizione. Per un po' di giorni, la gente al mattino arrivava in ufficio e diceva cose apparentemente senza senso come "Ho fatto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;61kmh&lt;/span&gt; a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Your Speed Is&lt;/span&gt;. E tu?" "Poca roba, questa mattina ero distratto".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Alla fine ci si stabilizzò a un record di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;67kmh&lt;/span&gt;, ritoccato finalmente a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;68kmh&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Tutto questo finché arrivò tra noi il giovane e brillante ingegner S., già responsabile di questo, quello e qualche altra cosetta minore. Appassionato di motori, prese la competizione con molta più serietà e programmazione di tutti gli altri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nei pochi giorni della sua permanenza tra di noi, ottimizzando la tecnica e anticipando al massimo l'apertura del gas già sull'ultimo dissuasore di velocità, riuscì, per approssimazioni successive, a portare il record di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Your Speed Is&lt;/span&gt; alla quota incredibile di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;79kmh&lt;/span&gt;, per poi abbandonarci insoddisfatto, imbufalito con l'azienda rea di avergli noleggiato un 1200cc dal motore scadente e dalle sospensioni poco adatte ad affrontare in accelerazione piena l'ultimo dissuasore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E l'azienda? Forse fu un caso, ma alla fine fece l'unica cosa sensata per salvaguardare la sicurezza dei pedoni all'interno dell'azienda e fare andare le auto un po' più piano. Tolse quel cappero di rilevatore di velocità da lì.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-7522472232299466430?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/7522472232299466430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=7522472232299466430&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/7522472232299466430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/7522472232299466430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/03/and-your-speed-is.html' title='And Your Speed Is...'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R9ElGQAf6yI/AAAAAAAAAAs/E_z2Dma-JNE/s72-c/YSI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-4923535700401338789</id><published>2008-03-05T19:32:00.016+01:00</published><updated>2008-12-11T21:45:38.839+01:00</updated><title type='text'>Fine umorista inglese al meglio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R87pN2mAdBI/AAAAAAAAAAk/1gkk26tHsKE/s1600-h/cant.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174329446097777682" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R87pN2mAdBI/AAAAAAAAAAk/1gkk26tHsKE/s400/cant.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;- Come on, then...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;- I like the... Heavy... er... Metal...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;- Yes...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;- But I would like to play Heavy Metal by sythesizers.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il 26enne Bruce Dickinson capisce allora che c'è un prezzo da pagare se si vuol fare il pioniere. Portare il rock in Polonia nel 1984 non è esattamente come farlo nel 2008. C'è da spiegar tanto di basi ai ragazzi, e mostrare tanta pazienza. Così, con gentilezza ma anche con assoluta fermezza, scuote il capo e replica: - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;You CAN'T play Heavy Metal with synthesizers.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;"You CAN'T play Heavy Metal with synthesizers"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;.&lt;br /&gt;Il singer muove e matta. Quante volte discussioni infinite potrebbero essere evitate se appena uno dei partecipanti riuscisse e sintetizzarne l'ovvia conclusione in una frase.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"You CAN'T play Heavy Metal with synthesizers"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Da quando ho investito i miei bravi 25 euro per acquistare la imprescindibile riedizione DVD di Live After Death, non faccio che ripetermi come questa scena solamente già valga molto più che i soldi dell'acquisto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;"You CAN'T play Heavy Metal with synthesizers"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;.&lt;br /&gt;Per la vita. Me lo ascolto. Mando indietro. Me lo riascolto. Mando indietro. Me lo riascolto. Regola aurea. Mia moglie mi studia un po'. Capisce, sorride.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Esilarante che il giovanotto metta su il broncio e, torreggiando sull'inglesino, gli spari sul naso un indisponente: - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Yes, I want&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; - mettendosi in attesa dell'apertura di chissà quale contradittorio, tagliato dal cambio di scena.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ma ancora più esilarante è come, scartabellando tra le recensioni dei due successivi album della Pollastrella di Ferro si possano leggere cose come le seguenti (scelte più o meno a caso dalla rete):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-style: italic; font-family: verdana;" href="http://www.kickedintheface.com/reviews/Iron_Maiden-Somewhere_In_Time.htm"&gt;(1986 - Somewhere In Time)&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt; "Maiden altered their sound, including synthesizers for the first time, although they took their place as guitar synths rather than the traditional instrument. It gave their galloping metal sound a high tech edge, and in no way removed any of Maiden's usual heaviness."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-style: italic; font-family: verdana;" href="http://www.amazon.com/review/R343KAD34R70GU"&gt;(1988 - Seventh Son Of A Seventh Son)&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt; "Every song on the album is ruined by the horribly overused synthesizers."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Perchè magari invece la parte tagliata è fondamentale. Magari dopo che il giovanotto ha abbandonato infastidito il conciliabolo, Bruce Dickinson gli ha fatto marameo e gli ha cantilenato dietro: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;"You CAN'T play Heavy Metal with synthesizers. I can."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Integerrimo, l'umorismo inglese. Si spinge fino a rovinare due album fondamentali, pur di prendersi gioco dello sprovveduto di turno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sopraffino, l'umorismo inglese. Lo capisci dopo 24 anni...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-4923535700401338789?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/4923535700401338789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=4923535700401338789&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/4923535700401338789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/4923535700401338789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/03/fine-umorista-inglese-al-meglio.html' title='Fine umorista inglese al meglio'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R87pN2mAdBI/AAAAAAAAAAk/1gkk26tHsKE/s72-c/cant.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6793630680861019594.post-2512178657553665344</id><published>2008-02-28T23:50:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T21:45:38.996+01:00</updated><title type='text'>Fato!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R8c-M7tZunI/AAAAAAAAAAc/BUmcIn4zR_8/s1600-h/Apertura.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R8c-M7tZunI/AAAAAAAAAAc/BUmcIn4zR_8/s400/Apertura.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172171088965778034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Cuesto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;blog&lt;/span&gt; lo aperto io. Anche lo scrivo io.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6793630680861019594-2512178657553665344?l=infnormale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infnormale.blogspot.com/feeds/2512178657553665344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6793630680861019594&amp;postID=2512178657553665344&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2512178657553665344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6793630680861019594/posts/default/2512178657553665344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infnormale.blogspot.com/2008/02/cuesto-blog-lo-aperto-io.html' title='Fato!'/><author><name>Josef Pohm</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_P38gclD4xpU/R8c-M7tZunI/AAAAAAAAAAc/BUmcIn4zR_8/s72-c/Apertura.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
